Varenne, l’addio al campione vissuto come un amico: gli ultimi anni al centro LJ vicino a Battipaglia

Il cavallo Varenne è morto all’età di 31 anni dopo avere trascorso gli ultimi due anni nell’allevamento LJ, a dieci minuti da Battipaglia, in provincia di Salerno. Qui era stato affidato a una squadra di persone che ne hanno seguito la vecchiaia secondo un regolamento preciso.

Il centro LJ applicava una regola ferrea: nessuna visita da giugno a settembre e nessun affaticamento per l’animale. A spiegare il protocollo era stato Dario De Angelis, titolare dell’allevamento, che ha sottolineato come lui e le altre cinque persone addette si attenessero alle indicazioni stabilite dal proprietario precedente.

Il proprietario, Enzo Giordano, è morto a maggio 2025, un anno e tre mesi prima del suo cavallo. Giordano aveva cercato chi potesse prendersi cura di Varenne come di un amico anziano, assicurandosi che l’animale venisse tutelato dalla curiosità dei visitatori e dal pressapochismo mediatico. Le direttive prevedevano di proteggere la “creatura” più che il mito: niente visite indiscriminate e rifiuto a chi voleva trasformare la presenza del campione in spettacolo.

Chi lavorava al LJ ha raccontato come la cura quotidiana fosse al centro della scelta. Giovanni, 56 anni, era colui che ogni giorno portava il cibo a Varenne: da quando il cavallo era arrivato in quell’allevamento si era preso al massimo due giorni di vacanza. Nella struttura ci sono alcuni dei circa tremila figli di Varenne; una di questi riceve le attenzioni di Sara, vent’anni, arrivata dall’equitazione a ostacoli e trasferitasi all’allevamento insieme al fidanzato, anche lui ventenne e occupato in altro lavoro.

La stanza dove stava Varenne — i curanti preferivano non chiamarla “stalla” — era dotata di ventilatori. La giornalista che ha visitato il centro ha potuto vedere il dorso del cavallo attraverso una piccolo finestra, ma non ha incontrato l’animale faccia a faccia: la scelta di non esporre Varenne alla folla era rispettata con rigore.

Dal personale e dai volontari del centro sono emersi racconti sul carattere dell’animale: un’intelligenza particolare, una capacità di sciogliersi con i bambini in difficoltà e gesti che avevano commosso chi lo avvicinava. Per il suo ex proprietario la priorità era che Varenne fosse amato e accompagnato fino alla fine, non celebrato come icona delle corse.

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