Una petroliera ha subito un colpo nello Stretto di Hormuz, ma l’equipaggio è rimasto illeso e non si sono registrate ripercussioni ambientali. La segnalazione è arrivata il 4 ottobre 2026 dall’Uk Maritime Trade Operations (Ukmto), che ha riferito di un impatto nella sala macchine causato da un “proiettile non identificato”.
Il comandante della nave ha notificato l’incidente alle autorità marittime: secondo l’Ukmto l’impatto ha interessato la sala macchine, ma non vi sono state conseguenze per l’equipaggio né perdite di carburante nell’ambiente.
Nonostante gli episodi di tensione, alcune imbarcazioni continuano a transitare nello Stretto. I passaggi avvengono in prossimità della costa dell’Oman e, si segnala, sono facilitati dall’uso di trasponder spenti o dalla falsificazione del segnale GPS.
Il quadro commerciale mostra un ritorno dell’attività petrolifera su livelli prossimi a quelli precedenti al conflitto: le esportazioni di petrolio si avvicinano ai valori pre‑guerra, secondo le ricostruzioni riportate.
Sul piano diplomatico, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che le proposte statunitensi risultano sostanzialmente in linea con posizioni già espresse da Washington sulle questioni nucleari. In conferenza stampa settimanale, Esmail Baqaei ha ribadito che, in questa fase, l’attenzione di Teheran è concentrata sullo Stretto di Hormuz e ha affermato che garantire o ripristinare la sicurezza della via navigabile richiede misure specifiche da parte degli Stati Uniti.
La notizia è stata trasmessa nel Tg1 del 4 ottobre 2026; il servizio è del corrispondente Sergio Paini.