04/10/2026 — Un attacco con droni ha colpito nelle prime ore del mattino il Ponte Nord di Kiev, una delle principali arterie della capitale, proprio mentre in città era presente il leader tedesco Friedrich Merz. L’esplosione ha provocato due feriti e danni estesi alla sede stradale.
L’ordigno ha squarciato l’asfalto e creato una voragine profonda, ha sventrato il guardrail e perforato l’armatura in ferro che sostiene il viadotto. Sottopavimento è stata danneggiata anche una conduttura idrica, con la conseguente interruzione di una via di collegamento nevralgica per il traffico cittadino.
Secondo quanto riferito, il raid rientra in una strategia mirata a colpire ponti, infrastrutture energetiche e nodi civili con l’obiettivo di rendere “invivibile” la capitale. Le Nazioni Unite hanno segnalato che dall’inizio dell’anno si registrano in media quattrocento civili uccisi o feriti a settimana, con un incremento del 55% rispetto all’anno precedente.
L’attacco ha interessato anche aree scolastiche: in un istituto della zona le sirene d’allarme hanno permesso agli insegnanti di trasferire gli alunni nei rifugi antiaerei, evitando conseguenze più gravi. Gli studenti raccontano di dover portare avanti l’anno scolastico tra la costante paura e il rischio di restare sotto le macerie durante le lezioni.
Per far fronte alle ferite psicologiche lasciate dai raid, a Kiev sono nati centri di pet therapy che utilizzano cani e gatti tratti in salvo dai bombardamenti. Il contatto con gli animali, anch’essi traumatizzati, viene proposto come supporto per alleviare lo stress di giovani e adulti coinvolti nei conflitti.