Roberto Vannacci, da comandante delle forze speciali a leader dell’estrema destra con legami e idee rivolte a Mosca

Roberto Vannacci è passato in pochi anni dall’anonimato alla ribalta politica: ex comandante delle forze speciali e oggi membro del Parlamento Europeo, è il fondatore di Futuro Nazionale, partito di estrema destra che secondo alcuni sondaggi è già dato in doppia cifra e che può ridisegnare gli equilibri del centrodestra italiano.

La sua ascesa è partita dall’autopubblicazione, il 10 agosto 2023, del libro Il mondo al contrario. Nel volume sono presenti posizioni nette su immigrazione, famiglia tradizionale, identità nazionale e opposizione a femminismo e multiculturalismo; il testo definisce gli omosessuali come “not normal” e prefigura molti dei punti programmatici poi ripresi dalla sua formazione politica.

Dietro la rapidità della diffusione del personaggio, Repubblica ricostruisce alcune circostanze: sei mesi prima dell’uscita del libro venne creata una voce Wikipedia, curata dall’account Hockler73 che dichiarò di lavorare “on behalf of the person concerned”. Il fact-checker Facta attribuì quella attività a Tiziano Ciocchetti, che in seguito è divenuto assistente di Vannacci al Parlamento Europeo. La pagina fu pubblicata a marzo 2023, cinque mesi prima del libro.

Un altro elemento ricorrente nella biografia del generale è la Russia. Nel 2021 Vannacci fu incaricato come addetto militare all’ambasciata italiana a Mosca. Secondo ricostruzioni, considerava la Russia un “partner” e riteneva da evitare la via dello scontro. Alla vigilia dell’invasione russa dell’Ucraina dichiarò che non avrebbe creduto possibile un’offensiva; quando i carri armati varcarono il confine, disse all’ambasciatore italiano che sarebbero passati “like a knife through butter” e che Kiev sarebbe caduta in fretta. Nell’interesse di ritorsioni diplomatiche, Vannacci fu espulso da Mosca nel maggio 2022 insieme ad altri diplomatici italiani.

Attorno a Vannacci si è sviluppata una rete di persone che, secondo la ricostruzione, intrattengono rapporti o posizioni filorusse. Tra i nomi citati ci sono Eliseo Bertolasi, che nel 2025 ha ricevuto l’Order of Friendship direttamente da Vladimir Putin; Antonio Imperatore, attivo nel gruppo “Friends of Imperial Russia – Third Rome” i cui membri sono stati ricevuti dal console russo a Milano; Roberto Jonghi Lavarini, segnalato come visitatore abituale del consolato e vicino ad Aleksandr Dugin; e Giovanni Trombetta, indicato come altro contatto riconducibile a Dugin in Italia. I canali social di una formazione confluita poi nell’orbita di Futuro Nazionale pubblicarono a loro volta lo scorso agosto un tributo a Darya Dugina, uccisa in un attentato nel 2022.

Nel confronto programmatico, Repubblica segnala molte sovrapposizioni tra il progetto di Futuro Nazionale e quello di United Russia: centralità della nazione e della sovranità, difesa di valori tradizionali, promozione della famiglia e del tasso di natalità, sovranità economica e tecnologica, e regole all’ingresso legate all’adesione ai valori nazionali. United Russia propone l’ingresso solo a chi condivide i suoi valori; Futuro Nazionale pone come condizione l'”adesione ai valori della nostra civiltà”. Vannacci, in questo quadro, sostiene che l’Italia debba “start by reviving its birth rate”.

Un altro nodo ricostruito dal giornale riguarda Iana Permiakova, cittadina russa residente in Italia da dieci anni, che è stata nel consiglio di amministrazione del gruppo di informazione Ops Retail (ex Netweek), che controlla decine di giornali e siti locali. Permiakova è la moglie di Luca Carleo, nominato vice responsabile lombardo di Futuro Nazionale e dimessosi 24 ore dopo per il suo coinvolgimento in un’inchiesta della procura di Milano. Nel suo curriculum Permiakova indica un lavoro tra il 2011 e il 2016

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