Caso Garlasco: chiusa l’inchiesta su Andrea Sempio, dai pm emergono nuove tracce e l’ipotesi di prove nascoste per Stasi

La Procura di Pavia ha chiuso l’inchiesta su Andrea Sempio, con un atto che mette in fila 21 elementi a carico dell’indagato e riapre anche la questione di presunti depistaggi relativi alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo i pm, le nuove consulenze tecniche depositate con accertamenti integrativi rafforzano la tesi che sia stato Sempio a uccidere la giovane. Tra gli elementi citati dagli inquirenti, l’impronta del killer sulla scena del crimine, una suola a pallini, è ritenuta “compatibile” con il piede dell’imputato e con le dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 indicate dagli esperti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli.

Gli stessi consulenti hanno confermato l’attribuzione al 38enne della cosiddetta traccia palmare 33. È stato inoltre svolto un esperimento sulla presenza di sangue nei campioni analizzati sugli intonaci, mentre note integrative dei consulenti Cattaneo e Leone e del colonnello Berti hanno approfondito dinamica e orario della morte: Chiara, secondo queste analisi, potrebbe essere sopravvissuta fino a 60 minuti dopo l’aggressione.

La nuova inchiesta del Nucleo investigativo dei carabinieri ha affrontato anche il capitolo di un presunto depistaggio a danno di Alberto Stasi. In particolare, dalla difesa di Stasi — con gli esperti Ricci e Linarello, che hanno lavorato su dati grezzi ottenuti dalla Procura nel novembre 2025 — emerge che due “contro-analisi” eseguite il 20 settembre 2007 risultarono negative rispetto al Dna rilevato sui pedali della bicicletta bordeaux sequestrata a Stasi. I periti della difesa hanno scritto che quelle analisi, a loro giudizio, sarebbero state idonee a scagionare Stasi, ma non furono incluse nel fascicolo, dove rimase solo la prima analisi positiva.

Anche gli esperti nominati dalla Procura, Previderè e Grignani, hanno confermato l’esistenza di quelle corse elettroforetiche negative e hanno rilevato la discordanza, sottolineando l’opportunità di un approfondimento che, dalle recenti indagini, non risulta essere stato effettuato. Sul tema la Procura ha disposto audizioni di ex investigatori del Ris, tra cui l’allora generale Luciano Garofano, e di tre ex operatori dell’epoca di Parma, compreso Alberto Marino e il genetista Giorgio Portera, tutti sentiti come testimoni.

La Procura pavese specifica che la Procura generale di Milano è informata su ogni aspetto ritenuto di possibile interesse, compresa l’eventuale possibilità di istanze di revisione: al momento, si segnala, la Procura generale non pare intenzionata a presentare richiesta.

I legali di Sempio, avvocati Cataliotti e Taccia, hanno ricevuto con il secondo avviso di chiusura la stessa imputazione già notificata l’8 maggio. “Non ci sono nuovi elementi di prova”, ha detto Cataliotti, mentre Taccia ha precisato che nei prossimi giorni avranno a disposizione le nuove carte. I difensori hanno inoltre osservato che l’alterazione di una prova a carico di Stasi non è direttamente collegata all’accusa mossa contro Sempio.

Per la famiglia Poggi, rappresentata dagli avvocati Tizzoni e Compagna, non ci sarebbero invece dati nuovi: i legali hanno auspicato che la Corte d’Appello rilevi l’assenza di elementi di novità e ponga fine alla ricerca di un colpevole alternativo. La Procura non ha potuto depositare la consulenza personologica prevista perché lo psichiatra Catanesi ha attestato che l’indagato non si è sottoposto al colloquio.

Tra gli altri accertamenti finiti negli atti figurano anche analisi sul Dna sotto le unghie della vittima, cui si era già fatto riferimento in precedenti depositi, e ulteriori approfondimenti sulle tracce emerse nel corso delle indagini.

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