Belgrado, 27 settembre 2026 — Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica per presentarsi come candidato al ruolo di primo ministro alle elezioni parlamentari anticipate fissate per il 25 ottobre.
Dal palazzo presidenziale, dove i suoi sostenitori lo hanno sostenuto scandendo il suo nome, Vucic ha dichiarato: “Mi dimetto dalla carica di presidente”. Ha spiegato di voler correre come “libero cittadino” e ha ricordato che la costituzione gli vieta un terzo mandato presidenziale.
L’annuncio segue lo scioglimento delle camere deciso il 9 settembre, misura che ha aperto formalmente la strada al voto anticipato. Secondo Vucic, le elezioni parlamentari del 25 ottobre precederanno il turno presidenziale, che dovrà tenersi entro la fine di dicembre; la presidente dell’Assemblea, Ana Brnabić, assumerà lunedì mattina le funzioni di capo dello Stato ad interim.
La scelta di dimettersi e ricandidarsi come premier è stata presentata da Vucic come una risposta anche alla pressione politica interna: il ricorso al voto anticipato è stato ottenuto, si legge, dal movimento degli studenti dopo due anni di proteste contro il suo governo.
Figura dominante della scena politica nazionale da oltre quattordici anni, Vucic ha costruito la sua carriera partendo dagli anni Novanta come alleato ultranazionalista di Slobodan Milošević e ricoprendo la carica di ministro dell’Informazione nel 1998. Dopo la caduta di Milošević è emerso come esponente del Partito Radicale Serbo, sostenendo leader e militari serbo-bosniaci poi condannati per crimini di guerra.
Nel 2008 ha lasciato il partito radicale per cofondare il Partito Progressista Serbo (SNS), descritto come formazione conservatrice e filoeuropea che ha vinto le legislative del 2012 e da allora domina la politica del Paese. Vucic ha ricoperto incarichi di vice primo ministro, ministro della Difesa e primo ministro prima di diventare presidente nel 2017.
Nonostante la trasformazione politica, osservatori e oppositori lo descrivono come legato a tendenze nazionaliste; ufficialmente Vucic mantiene una posizione di astensione nel condannare serbi riconosciuti colpevoli per atrocità commesse negli anni Novanta. Parallelamente, il presidente ha coltivato l’immagine di un leader impegnato ad attrarre investimenti e lavoro, promuovendo grandi opere come il progetto Belgrade Waterfront (Beograd na vodi), sviluppato con una joint venture cui partecipa una società controllata dagli Emirati Arabi, e i lavori preparatori per l’EXPO 2027 nella capitale.
Slogan e messaggi del suo partito, tra cui lo slogan “La Serbia vince”, rimangono visibili sui cartelloni pubblicitari sparsi per Belgrado, sintetizzando la narrazione politica del suo movimento.