Berna riapre i trasferimenti Dublino verso l’Italia; in mare 73 sbarcati a Ravenna e sette morti sulla Life Support

Dopo quasi quattro anni di sospensione, la Svizzera ha deciso di riprendere i trasferimenti dei richiedenti asilo per i quali l’Italia risulta responsabile. I primi voli sono già stati prenotati e le operazioni dovrebbero ripartire tra la fine di agosto, in forma però inizialmente limitata.

La conferma arriva dalla Segreteria di Stato della migrazione svizzera (Sem). Alla televisione svizzera tedesca la portavoce Magdalena Baker ha dichiarato: “I primi voli sono stati prenotati”. Berna e Roma hanno concordato una ripresa graduale per evitare di sovraccaricare il sistema italiano, ha spiegato la portavoce, sottolineando la necessità di una gestione sostenibile per entrambe le parti.

I trasferimenti rientrano nel sistema europeo di Dublino, a cui la Svizzera partecipa dal 2008 pur non essendo membro Ue. L’Italia aveva sospeso a dicembre 2022 l’accettazione dei trasferimenti Dublino provenienti dagli altri Paesi a causa dell’elevato numero di sbarchi e del carico sul sistema di accoglienza; quel provvedimento riguardava tutti gli Stati partecipanti. Riprendere i trasferimenti non significa che chiunque arrivi in Svizzera sarà automaticamente rimandato in Italia: la procedura riguarda i casi per i quali, secondo le regole in vigore, la responsabilità dell’esame della domanda di asilo è attribuita all’Italia.

Nel frattempo a livello europeo sono entrate in vigore novità normative: dal giugno 2026 è operativo il nuovo quadro previsto dal Patto Ue su migrazione e asilo, che aggiorna il sistema di determinazione dello Stato responsabile e punta anche a limitare i cosiddetti “movimenti secondari” dei richiedenti asilo.

Sulla stessa linea temporale proseguono i soccorsi e gli sbarchi nel Mediterraneo centrale. La mattina del 18 agosto la nave Humanity 1 della ong tedesca Sos Humanity è entrata nel porto di Ravenna con 73 persone a bordo, salvate in due diverse operazioni condotte l’8 e il 13 agosto. La nave ha completato l’ormeggio intorno alle 10 e sono subito iniziate le operazioni di sbarco e le procedure di accoglienza.

Più drammatica la situazione legata alla Life Support di Emergency, attesa nel porto di Bari intorno alle 9 di giovedì 20 agosto. L’imbarcazione umanitaria aveva soccorso un gommone nelle acque internazionali della zona Sar libica; Emergency riferisce di 57 persone tratte in salvo, sette delle quali erano morte durante la traversata. Due sopravvissuti si trovavano in condizioni critiche e hanno richiesto un’evacuazione medica urgente. Secondo le informazioni raccolte durante il soccorso, il gommone era partito dalla Libia il 16 agosto e le persone a bordo provenivano principalmente dalla Somalia e dall’Egitto; tra i sopravvissuti ci sono numerosi minorenni non accompagnati.

La ripresa graduale dei trasferimenti dalla Svizzera e le nuove operazioni di soccorso nel Mediterraneo mostrano due aspetti distinti dello stesso fenomeno migratorio: il riassetto delle responsabilità tra Stati europei e, parallelamente, la persistenza della rotta del Mediterraneo centrale con arrivi e, purtroppo, vittime durante la traversata.

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