08/09/2026 — Il prezzo del petrolio continua la risalita: il Brent è salito dell’1,70% a quasi 98,60 dollari al barile, mentre il gas resta sui massimi dall’inizio del 2023, a 73,60 euro al megawattora (+0,43% rispetto a ieri).
A spingere i listini energetici è la preoccupazione per il perdurare degli attacchi reciproci fra Iran e Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Goldman Sachs ha avvertito che, in caso di intensificazione degli attacchi, il prezzo del petrolio potrebbe raggiungere i 120 dollari al barile.
Le borse europee hanno aperto in lieve calo: Milano -0,33% in avvio, Francoforte -0,12% e Parigi -0,20%. Gli indici viaggiano in linea con il future sull’S&P 500, che segna -0,24%. I mercati ieri erano stati abbastanza tranquilli, anche per la chiusura di Wall Street per il Labor Day.
In Asia, il settore tecnologico aveva spinto in precedenza l’indice sudcoreano a un rialzo del 4%, ma oggi i mercati regionali hanno invertito: Seoul -0,58%, Tokyo -1,69%, Shanghai +0,20% e Hong Kong -0,45%.
Dai dati economici cinesi arrivano segnali di crescita degli scambi: ad agosto le esportazioni sono aumentate del 25% su base annua e le importazioni del 28%, con un saldo commerciale in progresso di circa 7 miliardi di dollari.
A Piazza Affari, tra i titoli di maggiore interesse Unicredit è scesa dello 0,33% dopo il via libera della Bce all’applicazione della regola contabile del Danish compromise, che consente di ponderare diversamente le partecipazioni assicurative e migliorerà il Cet1 dello 0,52%.
In rialzo Tim (+2,34%), che rimbalza dopo il calo di ieri in seguito agli annunci sull’adesione in blocco del top management all’Opas di Poste Italiane. Segue Eni, in progresso dell’1,08%. Tra i maggiori ribassi figura StMicroelectronics (-0,83%) dopo il rialzo di ieri, e Buzzi (-0,93%).