Crans-Montana, emerge una mail che segnalava il rischio della schiuma fonoassorbente: i familiari chiedono risposte

Una nuova documentazione riapre il dibattito sulla gestione della sicurezza prima della strage di Capodanno a Crans‑Montana: una mail interna del Comune avrebbe segnalato il rischio che la schiuma fonoassorbente del locale Constellation potesse incendiarsi.

La notizia, riportata dal Tages‑Anzeiger e ripresa dagli atti d’inchiesta, riguarda una comunicazione attribuita a Rose‑Marie Clavien, responsabile dell’edilizia del Comune dal 2017 al 2024. Secondo la ricostruzione, il documento metteva in guardia sul potenziale pericolo del materiale isolante in caso di incendio.

Gli investigatori avrebbero mostrato la mail a Clavien durante un interrogatorio a Sion. Convocata inizialmente come persona informata sui fatti, la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere sul contenuto della comunicazione e risulta ora iscritta nel registro degli indagati: è la diciassettesima persona coinvolta nell’inchiesta sulla strage del primo gennaio, che ha causato 41 vittime e 115 feriti.

La nuova segnalazione si aggiunge a un’altra già agli atti: il 13 dicembre 2019 Jessica Moretti, proprietaria del Constellation, aveva scritto a una dipendente esprimendo timori che le scintille delle fontane pirotecniche potessero raggiungere la schiuma. Interrogata il 5 giugno, Moretti ha detto che quella frase era da intendersi in modo ironico.

I familiari chiedono che l’inchiesta chiarisca non solo la natura infiammabile del materiale, ora oggetto di accertamenti, ma soprattutto la catena delle informazioni: chi era a conoscenza del rischio, quando fu informato e quali provvedimenti furono eventualmente adottati.

Andrea Costanzo, padre di Chiara, una delle vittime, ha detto di non voler sostituirsi alla magistratura ma ha chiesto che si faccia piena luce sulle informazioni che potevano prevenire la tragedia, sottolineando che “abbiamo bisogno di sapere la verità”. Valentino Giola, padre di un sopravvissuto, ha osservato che la nuova rivelazione rafforza i dubbi sulla gestione della sicurezza e richiama la questione dei controlli.

Secondo quanto emerso nelle indagini, dopo il 2019 il Constellation non sarebbe stato sottoposto alle ispezioni antincendio di competenza comunale. La stampa svizzera segnala verifiche incomplete e documentazione mancante anche per altri edifici nel Vallese, sollevando interrogativi sull’efficacia dei controlli pubblici.

Alla luce della tragedia il Canton Vallese ha rivisto le disposizioni sulla prevenzione incendi, introducendo una nuova direttiva per le ispezioni basata sul livello di rischio degli edifici. Gli investigatori ora dovranno ricostruire tutte le segnalazioni, i controlli e le decisioni che precedettero la notte del rogo per capire se e dove si siano verificate omissioni.

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