Femminicidio-suicidio sulla A1: sms alla madre, elementi che fanno ipotizzare la premeditazione

Firenze — È arrivato con un messaggio l’annuncio della tragedia: dopo aver ucciso e gettato dal viadotto sull’A1 la sua ex compagna, Federico Vella ha inviato alla madre di Lorena Isceri la frase «Tua figlia è morta». L’episodio, avvenuto il 3 settembre, è ora al centro delle indagini della Procura di Firenze che valutano l’ipotesi della premeditazione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il rapimento è iniziato in un garage di via Panciatichi, nel quartiere fiorentino di Rifredi. Vella avrebbe atteso Lorena all’interno, avendo precedentemente bloccato con nastro adesivo le cellule fotoelettriche delle porte del garage per impedire la chiusura automatica. Al suo arrivo la donna sarebbe stata aggredita e immobilizzata.

Nell’auto sono stati trovati fascette elettriche, nastro adesivo, un paio di forbici e un lenzuolo: elementi che gli inquirenti ritengono compatibili con un sequestro pianificato. Lorena, di 45 anni, originaria di Squinzano e residente a Firenze, sarebbe stata rinchiusa nel bagagliaio mentre Vella prendeva l’autostrada.

Nel bagagliaio i carabinieri hanno trovato anche uno zaino con un telefono che ha permesso a Lorena di contattare il 112 e un amico. La chiamata alla centrale è durata circa venti minuti e sarebbe partita poco dopo le 14 del 3 settembre, quando la donna, ferita e legata, aveva ripreso conoscenza. Durante quella chiamata gli operatori, per non far scoprire la conversazione all’aggressore, avrebbero continuato ad ascoltare senza intervenire.

In un tratto dell’autostrada la vettura si è fermata e il portellone sarebbe stato aperto: la chiamata comunque continuò e, secondo la ricostruzione, la donna cercò di disinnescare la tensione raccontando di volere riprovare la relazione. Vella avrebbe poi richiuso il bagagliaio e ripreso la marcia. Poco dopo, sempre stando agli accertamenti, la donna sarebbe stata portata sul viadotto e gettata nel vuoto.

Sull’A1 gli agenti giunti sul posto hanno tentato per circa 40 minuti di convincere l’uomo a desistere. Esiste un video di una decina di minuti girato con un telefonino da un agente che documenta la trattativa: inquadrature e voci mostrano i tentativi di convincere Vella a spostarsi, fino al tragico epilogo. Nel corso della trattativa l’uomo avrebbe inviato l’sms alla madre di Lorena e poco dopo avrebbe contattato la propria madre confessando di aver ucciso l’ex compagna; subito dopo si è tolto la vita.

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti per consentire tutti gli accertamenti, mentre sono in corso le acquisizioni delle registrazioni telefoniche, dei telefoni cellulari dei protagonisti, delle immagini delle telecamere dell’A1 e delle bodycam degli agenti intervenuti. Lunedì 7 settembre è stata fissata l’autopsia sul corpo di Lorena per stabilire se la morte sia stata causata dalla caduta o se la donna fosse già deceduta prima di essere gettata; è previsto anche l’esame autoptico sul corpo di Vella per verificare l’eventuale assunzione di sostanze.

La famiglia di Lorena ha raccontato che la donna aveva paura ma non aveva denunciato l’ex compagno, convinta di poterne uscire da sola. Parenti, amici e una sua amica hanno dichiarato di averla più volte invitata a rivolgersi alle forze dell’ordine; la relazione con Vella era nata circa due anni prima, dopo che si erano conosciuti in palestra, e nell’ultimo anno si sarebbe fatta più conflittuale.

Il dolore del padre, Franco Isceri, è diventato un appello rivolto alle istituzioni: in un video il padre ha chiesto unità politica e interventi concreti per prevenire altre tragedie, invocando potenziamento dei centri anti-violenza e strumenti normativi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la leader dell’opposizione Elly Schlein hanno raccolto l’appello, entrambe dichiarando l’impegno a proseguire nella lotta contro la violenza di genere e a sostenere misure per le vittime.

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