Escalation Usa-Iran: Teheran rivendica attacchi a basi regionali, Trump minaccia nuovi raid. Vance avvia accertamenti sul bombardamento di un matrimonio

La tensione tra Stati Uniti e Iran si è ulteriormente accentuata con annunci e accuse incrociate dopo la raffica di attacchi che hanno caratterizzato gli ultimi giorni. Teheran ha rivendicato operazioni contro presunti obiettivi statunitensi nella regione, mentre la Casa Bianca ha rilanciato avvertimenti e annunciato verifiche su un raid che, secondo l’Iran, ha colpito una festa di nozze nel sud del Paese.

Il governo iraniano ha comunicato di aver preso di mira sistemi di comunicazione, depositi e hangar in basi che ha indicato nei Paesi del Golfo, inclusi Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, e ha affermato di aver lanciato attacchi contro basi statunitensi dislocate anche in Iraq, Bahrein e Giordania. Dall’altra parte, un funzionario americano ha detto ad Al Jazeera che quelle basi non sono state colpite.

Il vicepresidente statunitense JD Vance ha dichiarato alla stampa che Washington sta indagando sull’attacco che, secondo autorità iraniane, ha colpito una cerimonia nuziale a Sirik, nel sud dell’Iran. Vance ha detto che gli Stati Uniti vogliono «sapere cosa è successo» e ha sottolineato che, in caso di errori, le forze americane cercano di trarne insegnamento. Le autorità iraniane hanno affermato che quattro persone erano morte e quasi 70 erano rimaste ferite nell’attacco inizialmente segnalato; la tv di Stato iraniana ha poi riportato che una quinta vittima è deceduta in ospedale. Il New York Times, citando un esperto e un’analisi visiva dei frammenti, ha riferito che la bomba che ha colpito l’area sarebbe di fabbricazione americana; il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha in precedenza respinto le accuse di colpire obiettivi civili in Iran.

Il ministero della Salute iraniano ha inoltre fornito un bilancio complessivo degli attacchi statunitensi tra il 30 agosto e il 2 settembre: 18 morti e 142 feriti, tra cui donne e minori, secondo i dati riportati.

Sul fronte marittimo, la situazione resta sotto stretta sorveglianza: le forze statunitensi hanno segnalato l’operazione di scorta di decine di navi nel Golfo. Secondo la Cnn, la Marina Usa ha scortato 40 petroliere che trasportavano complessivamente 18 milioni di barili attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre il Centcom ha dichiarato di avere reindirizzato 87 navi commerciali e di aver salito a bordo alcune unità per garantire la conformità alle disposizioni del blocco navale.

Sul piano politico e strategico, l’amministrazione americana ha mostrato contrapposizioni interne e mosse diplomatiche. Vance ha affermato che Washington tornerà a negoziare con Teheran solo se l’Iran cesserà di attaccare le navi nello Stretto di Hormuz e ha detto che la Cina sarebbe stata disponibile ad accogliere alcune richieste per isolare finanziariamente l’Iran. Intanto il Pentagono ha ordinato ai vertici militari di evitare l’uso del nome operativo “Operation Epic Fury”, suggerendo un cambio di terminologia dopo indicazioni sulla conclusione formale di quella missione.

Il presidente Donald Trump ha rilanciato una linea dura: ha minacciato nuovi raid e ha più volte ribadito che gli Stati Uniti controllano lo Stretto di Hormuz, arrivando a proporre di ribattezzare il passaggio strategico in chiave politica. Sempre Trump ha difeso la disponibilità di munizioni e risorse militari e ha attaccato l’amministrazione precedente per il sostegno all’Ucraina.

Le tensioni si estendono anche sul terreno diplomatico: Emirati e altri alleati sono in contatto con Washington per coordinare misure economiche e di sicurezza rivolte a Teheran, mentre in regione persistono scontri collegati a fazioni sostenute dall’Iran, tra cui l’attività degli Houthi nello Yemen che ha causato decine di vittime in recenti scontri.

La situazione rimane volatile su più fronti — militare, diplomatico e umanitario — con verifiche aperte su attacchi che hanno causato vittime civili e con la navigazione nello Stretto di Hormuz al centro delle manovre di sicurezza internazionali.

ARTICOLI CORRELATI

Cinque agenti del commissariato Anzio‑Nettuno in carcere: accuse di traffico di droga, peculato e accessi illeciti alle banche dati

Cinque poliziotti del commissariato Anzio‑Nettuno sono in custodia cautelare, indagati per associazione a delinquere, traffico di cocaina, peculato, falso e accessi abusivi.

Quattro persone con lesione midollare tornano a camminare grazie alla neurostimolazione

Tre ragazzi e una ragazza con lesione midollare completa hanno ripreso a camminare grazie a neurostimolazione controllata dal movimento del tronco, studio Sant'Anna e San Raffaele.

A Venezia 83 l’accusa di Ashley St. Clair: “Mi offrirono 40 milioni per il silenzio”, il caso nel doc di Alex Gibney

Ad aprile a Venezia 83 l'ex compagna di Elon Musk, Ashley St. Clair, denuncia un'offerta da 40 milioni per il suo silenzio. Il racconto è nel documentario di Alex Gibney.

Giovane tunisino trovato morto nel bagagliaio di un’auto sul traghetto Tunisi-Palermo: avviate le indagini

Un 25enne tunisino è stato trovato senza documenti nel bagagliaio di un'auto a bordo del traghetto GNV Auriga da Tunisi a Palermo; la Procura ha disposto l'autopsia.