George Clooney, intervenuto alla conferenza stampa della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha commentato la situazione politica negli Stati Uniti definendola con un termine insolito ma significativo: “cachistocrazia”.
Rispondendo a una domanda sulla crisi americana, l’attore ha detto di essere ottimista pur riconoscendo che il Paese attraversa un momento storico difficile. Ha ricordato il 1968, anno in cui molte città statunitensi furono teatro di violenze e in cui vennero uccisi Martin Luther King e Bobby Kennedy, aggiungendo che in quell’epoca il Campidoglio fu anche circondato dai carri armati.
Clooney ha spiegato che la parola “cachistocrazia” proviene dal greco kákistos e krátos — cioè l’idea di un potere esercitato dai meno qualificati — e ha osservato che probabilmente gli Usa si trovano in una simile fase. Tuttavia ha replicato che, nonostante tutto, il Paese saprà uscirne.
L’attore ha poi espresso fiducia nel ruolo delle urne: ha indicato le elezioni di novembre come un momento che dovrebbe ristabilire equilibri e controlli, e ha previsto un graduale ritorno alla normalità entro il 2028.
Nel suo intervento Clooney ha anche condannato atteggiamenti che definisce di normalizzazione della crudeltà. Citando un post controverso del segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, che denigrava le donne soldato canadesi, ha detto di sentirsi imbarazzato per certi comportamenti e ha ribadito che, pur nella difficoltà, gli Stati Uniti ne usciranno migliori.