Petrolio e gas in rialzo per le tensioni in Medio Oriente, borse europee chiudono deboli

I timori legati all’inasprirsi delle tensioni in Medio Oriente hanno spinto al rialzo i prezzi delle materie prime energetiche, con ripercussioni sui principali listini finanziari europei.

Il Brent con consegna a novembre ha superato i 90 dollari al barile, registrando un incremento di oltre il 2%. Anche il WTI si è portato oltre gli 85 dollari al barile. In forte crescita anche il gas naturale: ad Amsterdam il prezzo si è avvicinato ai 70 euro per megawattora.

Le borse europee hanno chiuso la seduta in modo sottotono in attesa dei dati sull’inflazione nell’Eurozona, attesi per domani. Milano ha terminato piatta, con un calo dello 0,01%. Francoforte è stata la peggiore, con una flessione dell’1,13%, seguita da Parigi, che ha perso lo 0,79%. Londra è rimasta chiusa per festività.

A Piazza Affari i titoli legati al settore energetico hanno guidato il Ftse Mib: Tenaris, Eni e Saipem hanno segnato rialzi superiori al 2%. Contemporaneamente si sono registrate vendite sui titoli della difesa, con performance negative per Leonardo e Avio.

Anche Wall Street ha mostrato segni di debolezza nella prima parte della seduta: Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq hanno ceduto circa mezzo punto percentuale.

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