La Nasa ha lanciato il telescopio spaziale Roman il 30 agosto 2026: il razzo Falcon Heavy di SpaceX ha lasciato Cape Canaveral alle 7:26 ora locale, corrispondenti alle 13:26 in Italia. La missione, dal costo superiore ai 4 miliardi di dollari, punta a realizzare la più vasta mappatura del cosmo mai tentata.
Intitolato all’astronoma americana Nancy Grace Roman, considerata la madre di Hubble, il nuovo osservatorio è il risultato di oltre dieci anni di sviluppo. Il presidente statunitense Donald Trump ha detto che il telescopio contribuirà a “svelare i segreti dell’universo”.
Roman dispone di un campo visivo oltre cento volte più ampio di quello di Hubble e superiore anche a quello del James Webb. Dopo circa cento giorni di viaggio raggiungerà un punto di osservazione a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, da cui scandaglierà vaste porzioni di cielo in sinergia con altri grandi osservatori spaziali e terrestri.
Tra gli obiettivi scientifici figurano la scoperta di migliaia di esopianeti e di decine di migliaia di supernove, oltre alla compilazione del più grande catalogo di oggetti astronomici mai realizzato. Le osservazioni nell’infrarosso permetteranno di raccogliere luce emessa miliardi di anni fa, utile per studiare le prime fasi dell’evoluzione cosmica.
Particolare attenzione sarà dedicata alla materia oscura e all’energia oscura, componenti invisibili che, secondo gli astronomi, costituiscono circa il 95% dell’universo. Le misure raccolte da Roman potrebbero inoltre contribuire a chiarire anomalie emerse negli ultimi anni sull’espansione cosmica, che sembrano mettere in discussione il modello standard dell’universo.
La Nasa prevede di rendere disponibili alla comunità scientifica internazionale e al pubblico le ingenti quantità di dati che il telescopio raccoglierà. Gli scienziati avvertono che le scoperte più rilevanti potrebbero essere quelle inattese, aprendo nuove domande sulla struttura e sull’evoluzione del cosmo.