Nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2026 un intervento di soccorso all’Alpe Devero, nel territorio del comune di Baceno (Verbano-Cusio-Ossola), ha accertato la morte di un uomo e l’intossicazione di altre cinque persone a causa di monossido di carbonio.
La vittima è un 37enne di Milano che partecipava all’alpeggio come volontario tramite un’associazione che seleziona persone disposte ad aiutare gli allevatori in estate. Tra gli intossicati c’è una volontaria di 19 anni, ricoverata in gravi condizioni al Niguarda di Milano.
Gli altri coinvolti sono il gestore dell’alpeggio e suo padre, oltre a due dipendenti dell’azienda agricola Francesco Biondo, dove la vittima stava svolgendo l’esperienza di volontariato. Secondo quanto comunicato, i due componenti della famiglia Biondo e gli operai sono in via di miglioramento e alcuni sono prossimi alle dimissioni dall’ospedale.
L’allarme è scattato intorno alle 00.30, quando uno dei margari già in stato confusionale ha chiesto aiuto. Sul posto è stato attivato un ampio dispositivo di soccorso con 118, elisoccorso di Torino ed elisoccorso di Como, Soccorso Alpino, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.
Le indagini sono affidate al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Domodossola, che ha sequestrato il boiler dal quale si sospetta sia partita la fuga di monossido di carbonio. Il presidente dell’ente Aree protette dell’Ossola, Pierleonardo Zaccheo, ha riferito che il boiler era nuovo e installato da una ditta specializzata; ha inoltre annunciato il sostegno dell’ente alle famiglie coinvolte. Zaccheo ha aggiunto: “La ragazza ricoverata al Niguarda ha ripreso conoscenza”.