Alessandro Di Battista è stato ricoverato a Cuba dopo un malore con forti cefalee e nella serata di sabato 29 agosto ha ripreso conoscenza, parlando con i medici che lo seguono.
L’ex deputato M5S era stato portato all’ospedale di Santa Clara dove era ricoverato da venerdì. Secondo fonti citate dall’Adnkronos, il miglioramento clinico registrato ha convinto i sanitari a trasferirlo in un ospedale dell’Avana per accertamenti più approfonditi, tra cui una Tac con mezzo di contrasto.
L’ambasciatrice italiana a Cuba, Simona De Martino, si è recata al nosocomio di Santa Clara per raccogliere informazioni e coordinarsi con le autorità locali. Il governo italiano segue la situazione “con la massima attenzione” e ha predisposto un aereo sanitario per un eventuale rientro in Italia, che sarà autorizzato solo se le condizioni cliniche lo permetteranno. Al momento, Di Battista risulta non trasferibile in Italia.
Tra i primi messaggi dopo il malore, l’ex deputato avrebbe scritto: “Ce la metterò tutta”. Il presidente del Consiglio Conte ha definito la comunità del Movimento “sgomenta” e ha assicurato il sostegno del Movimento ai familiari. Il ministro Antonio Tajani, contattato, ha detto che Di Battista è “combattivo” e che i due hanno parlato di Cuba.
Peter Gomez, direttore del sito del Fatto Quotidiano, ha riferito che il quadro è grave e ha spiegato che Di Battista stava preparando reportage per il quotidiano; Gomez ha ricordato che l’ex parlamentare ha realizzato servizi da paesi come Russia, Siria e Israele e che si attendono aggiornamenti sulle sue condizioni.
Nei giorni precedenti al ricovero Di Battista era molto attivo sui social. Nell’ultimo post su Facebook, pubblicato ieri sera intorno alle 22, ha scritto: “Lo Stato terrorista di Israele continua a bombardare contemporaneamente Palestina, Libano e Siria”. Intorno alle 2 del mattino ha inoltre condiviso su Instagram una storia rilanciando un video pubblicato da Salah Ostaz, giornalista e fotoreporter palestinese nella Striscia di Gaza, che documenta un attacco contro civili nel nord della Striscia.
Nato a Roma nel 1978 e laureato al Dams, Di Battista ha lavorato come cooperante in America Latina e Africa prima di entrare nel Movimento 5 Stelle. È stato deputato dal 2013 al 2018; nel 2018 decise di non ricandidarsi e si è dedicato a scrittura e reportage. Nel 2021 ha lasciato definitivamente il Movimento dopo la decisione del M5S di sostenere il governo Draghi. Negli ultimi anni ha realizzato documentari, podcast, libri di geopolitica e reportage internazionali; nel 2023 ha fondato l’associazione ‘Schierarsi’, attiva su temi di sanità, pace e politica estera, e prosegue la sua attività di cronaca dai conflitti e dalle periferie con una linea critica sulle dinamiche di potere globali.