29 agosto 2026 — Un imprevisto ha rimescolato la classifica della Vuelta: Tadej Pogacar è caduto durante l’ottava tappa Pucol-Xeraco di 171 km e ha abbandonato la corsa, riaprendo la lotta per la vittoria finale e ponendo in dubbio la sua partecipazione al Mondiale di Montréal del 27 settembre.
La caduta è avvenuta subito dopo lo sprint intermedio di Simat de la Valldigna, quando il gruppo era nuovamente compatto. Pogacar, dominatore fino a quel momento della Corsa Roja, è scivolato probabilmente a causa di un sasso o di un oggetto presente sulla strada. Ha riportato un violento colpo alla spalla sinistra e un vistoso taglio sul sopracciglio.
Assistito dai compagni di squadra, il campione del mondo in carica ha provato a risalire in bici ma il dolore gli ha impedito di proseguire. Il direttore sportivo della UAE Team Emirates-XRG, Matxin Fernandez, ha spiegato che non si conoscono con precisione le cause della caduta e che si è deciso di fermare il corridore per tutela: la squadra cercherà di recuperarlo nel più breve tempo possibile sperando non sia nulla di grave.
La frazione è stata vinta in volata dal francese Bryan Coquard (Cofidis), davanti al danese Mads Pedersen (Lidl-Trek) e al belga Jordi Meeus (Red Bull-Bora-Hansgrohe). Nello sprint finale si è registrata un’ulteriore caduta che ha coinvolto diversi corridori; migliore degli italiani è stato Alessandro Romele (XDS Astana), giunto sesto.
Con il ritiro di Pogacar la maglia rossa passa a Enric Mas (Movistar), che domani partirà al comando con 1’11” di vantaggio sull’austriaco Felix Gall (Decathlon CMA CGM) e 1’33” sullo sloveno Primoz Roglic (Red Bull-Bora-Hansgrohe), che potrà così tornare a puntare alla sua quinta Vuelta.
Prima del giorno di riposo è in programma la La Vila Joiosa-Costa Blanca, tappa di 187,4 km con arrivo in quota all’Alto de Aitana. La maglia verde è sulle spalle del belga Wout Van Aert (Visma-Lease a Bike), mentre la maglia di miglior scalatore è del norvegese Andreas Leknessund (Uno‑X Mobility). Senza Pogacar la corsa perde il suo finora incontrastato padrone.