Raid su deposito vicino a Bucha: 37 vittime, evacuati oltre 200. L’Ucraina indaga per negligenza

Un attacco con droni russi ha colpito nella notte un deposito di esplosivi nel villaggio di Myla, nel distretto di Bucha, alla periferia di Kiev, provocando un vasto incendio e detonazioni secondarie che hanno reso critica la situazione nei dintorni.

Il governatore regionale Tymur Tkachenko ha aggiornato il bilancio a 37 vittime, precisando che le operazioni di soccorso e rimozione delle macerie sono ancora in corso e che il numero dei morti potrebbe aumentare. In precedenza le autorità avevano parlato di almeno 27 morti e di sei feriti.

L’impatto ha generato una nube di fuoco e ripetute esplosioni che hanno reso necessario l’evacuazione di oltre 200 persone, fra cui bambini, e il blocco di parte della viabilità locale, compresa l’autostrada di Zhytomyr. I soccorritori hanno segnalato danni estesi ai magazzini e alle strutture adiacenti.

La procura locale ha aperto un’inchiesta per negligenza, concentrandosi sulla legalità e sulle modalità di stoccaggio del materiale esplosivo nel sito, gestito da una società privata il cui nome non è stato reso noto. Le autorità contestano la presenza del deposito in prossimità di aree residenziali.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha condannato la vicenda, definendola il risultato di una grave negligenza da parte di chi ha immagazzinato esplosivi vicino alle abitazioni. Ha inoltre ricordato che il capo della comunità locale è stato ucciso mentre partecipava alle operazioni di soccorso e ha annunciato che saranno tratte le conclusioni opportune. Su X, Zelensky ha sottolineato che “le munizioni non possono essere immagazzinate vicino alle case”.

Le autorità ucraine non forniscono dettagli sulle caratteristiche militari del sito; però i procuratori hanno parlato di “oggetti esplosivi” all’origine delle detonazioni. Il primo ministro Sergei Koretsky ha denunciato che non sono state tratte le lezioni da un analogo episodio mortale avvenuto a luglio a Vyshneve, dove carenze organizzative avevano aggravato le conseguenze dell’attacco.

L’attacco arriva in un contesto di intensificazione degli assalti con droni su larga scala: le forze armate ucraine hanno reso noto di aver abbattuto o neutralizzato 233 droni russi durante la notte, mentre gli allarmi aerei hanno continuato per il terzo giorno consecutivo in vaste aree del Paese. A Kiev sono state avvertite esplosioni nella mattinata.

Sul fronte della sicurezza nucleare, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha avvertito che la centrale di Zaporizhzhia potrebbe rimanere completamente senza alimentazione entro circa dieci giorni se non verranno ripristinate forniture esterne di energia o consegnato ulteriore carburante diesel, mettendo in luce il rischio legato alle interruzioni delle linee elettriche e alle scorte limitate di diesel.

In parallelo con le notizie sul fronte, è stato annunciato che l’ex ministro Mykhailo Fedorov assumerà il ruolo di consulente per l’innovazione della Difesa italiana. Fedorov, che ha rassegnato le dimissioni dall’esecutivo ucraino lo scorso luglio dopo uno scontro con i vertici delle forze armate e che ha raccolto consenso popolare, ha scelto l’Italia fra le proposte ricevute da diversi Paesi. L’intesa con il ministero della Difesa si concentrerà su sistemi unmanned, difesa aerea e droni di nuova generazione, con l’obiettivo dichiarato di trasferire esperienza maturata in Ucraina per accelerare sviluppo e produzione.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato l’accordo, sottolineando l’importanza di mettere in pratica soluzioni tecnologiche sperimentate sul campo e di renderle operative su scala industriale. Secondo quanto riportato, Fedorov aveva proposte anche da altri Paesi ma ha scelto di collaborare con l’Italia.

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