L’Abruzzo schiera l’apripista più potente dell’esercito per contenere il rogo sul monte Morrone

Un mezzo apripista New Holland D180, il più potente in dotazione all’esercito, è stato trasferito da Roma in Abruzzo per le operazioni di contenimento dell’incendio sul monte Morrone. Il veicolo, trasportato su tir specifici e scortato dalla polizia stradale, sarà impiegato insieme al 9° Reggimento Alpini dell’Aquila.

La decisione è stata assunta dal presidente della Regione Marco Marsilio durante un summit a Popoli, dopo l’istanza presentata dall’amministrazione di Roccacasale. Al vertice era presente il comandante del 9° Reggimento Alpini, colonnello Mario D’Angelo. Il capo della protezione civile abruzzese, Maurizio Scelli, ha chiesto al prefetto Vito Cusumano l’assegnazione del mezzo, che è stata disposta rapidamente.

L’apripista è specializzato nella realizzazione di strade e linee tagliafuoco per proteggere centri abitati e aree sensibili. L’intervento è mirato a contenere il rogo che interessa un’area che coinvolge i comuni di Roccacasale e Corfinio, in provincia dell’Aquila, e Popoli, in provincia di Pescara.

Nella giornata di ieri in Abruzzo sono entrati in azione sei mezzi aerei: tre canadair e un elicottero provenienti da Roma, oltre a due elicotteri della protezione civile regionale. Sempre nella provincia dell’Aquila, nel pomeriggio di ieri un fulmine ha provocato un incendio a Montereale; sul posto operano vigili del fuoco e volontari della protezione civile regionale. Secondo il bollettino serale della protezione civile la situazione è sotto controllo anche a Rocca di Cambio.

A livello nazionale, la Protezione Civile Regionale siciliana ha diffuso un avviso valido fino alla mezzanotte del 18/08/2026 relativo al rischio di incendi e ondate di calore: a Palermo il livello di rischio incendi è indicato come allerta rossa, con pericolosità «alta» e una temperatura massima percepita di 34 gradi.

In Piemonte, dopo la dichiarata chiusura dello stato di emergenza per gli incendi del 2 e dell’8 agosto nelle aree di Pianoni, Seruggia e Lavagnina, le fiamme sono ripartite ieri in serata nella zona del Roverno, a Mornese. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con la squadra di Novi Ligure, operando in un’area boschiva contigua ai roghi precedenti.

Nel contesto generale, Coldiretti stima oltre 3 miliardi di euro di danni all’agricoltura italiana causati da caldo, siccità e incendi.

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