Milano apre in calo dello 0,21% mentre Parigi e Francoforte registrano movimenti analoghi: i principali listini europei segnano un avvio debole in una seduta dominata dall’incertezza geopolitica e dall’aumento del prezzo del petrolio. Londra resta invece intorno alla parità, sostenuta dal settore energetico.
Gli operatori seguono con attenzione l’evoluzione della situazione dopo la fine della tregua tra Stati Uniti e Iran, fattore che ha influenzato la percezione del rischio sui mercati. Le tensioni si sono riflesse anche sui mercati asiatici, che hanno invertito la partenza positiva di ieri e passano complessivamente in terreno negativo.
La seduta asiatica più penalizzata è stata Tokyo, che ha perso il 2,45%. Anche Seul ha risentito dell’ennesimo calo dei titoli tecnologici, settore che continua a guidare la volatilità dei listini in questa estate contrassegnata dall’incertezza.
Sotto osservazione sono i titoli di Stato, in particolare quelli americani: il rendimento dei Treasury a 30 anni è salito al 5,33%, livello più alto dall’estate del 2007. I timori di un possibile riaccendersi dell’inflazione hanno contribuito alla spinta al rialzo dei rendimenti.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio ha continuato la risalita: dopo aver superato ieri i 90 dollari al barile, oggi ha raggiunto circa 91,5 dollari. Anche il gas naturale è in aumento, a 62,4 euro per megawattora.
La combinazione di fattori geopolitici, oscillazioni del comparto tecnologico e rendimenti obbligazionari in aumento mantiene elevata la cautela degli investitori all’apertura dei mercati europei.