Tg1 in Camerun: parla Gomes Tavares, socio di Lavitola. Dice di non essere latitante e annuncia il ritorno in Italia

L’inviato del Tg1 ha raggiunto in Camerun Gomes Tavares, indicato dalla Procura come il collegamento tra Valter Lavitola e i presunti esecutori dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. L’intervista è andata in onda nell’edizione delle 20 del telegiornale.

Tavares si è presentato come non latitante, affermando esplicitamente: “non sono latitante”. Ha confermato il rapporto societario con Lavitola e ha detto di conoscere alcune delle persone arrestate per l’attentato, ma ha rifiutato di parlare dell’ordigno: “della bomba non parlo”. Ha inoltre dichiarato di volere tornare in Italia “per parlare con i magistrati” e ha fatto riferimento a possibili alternative di dimora senza però entrare nei dettagli.

Parallelamente alle dichiarazioni di Tavares, la Procura ha nuovamente ascoltato i presunti esecutori materiali dell’attacco. Al termine di circa nove ore di interrogatorio davanti al pm, gli avvocati dei due arrestati Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello — i difensori Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri — hanno reso noto che l’oggetto dell’accertamento è rimasto quello indicato nella prima ordinanza, ossia il collocamento dell’ordigno sotto l’abitazione di Ranucci, e non eventuali colpi di pistola.

I legali hanno riferito che i loro assistiti hanno dichiarato di aver avuto rapporti solo con Tavares, di non aver voluto arrecare danno a nessuno e di non conoscere né Ranucci né Lavitola. Gli avvocati hanno annunciato che presenteranno un’istanza per chiedere l’attenuazione della misura cautelare; sulla richiesta la procura dovrà esprimere un parere che poi sarà valutato dal Gip.

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