La difesa del conducente fermato con quattro missili nel porto di Bari sostiene che l’operazione di trasporto era regolare e autorizzata dal Ministero della Difesa francese. L’uomo, il 46enne francese Regis Claude Albert Normand, è detenuto da oltre due mesi con l’accusa di aver introdotto in Italia, senza autorizzazione, armi da guerra.
In una nota l’avvocato Fabio Schino ha reso noto che l’intera operazione è documentata da una licenza individuale di trasferimento rilasciata dal Ministero della Difesa francese, valida fino al 26 gennaio 2027, che autorizzava il trasferimento temporaneo verso la Grecia. Secondo la difesa, il trasporto era connesso a attività di collaudo presso la base Nato Namfi di Chania (Creta), nell’ambito di una partnership industriale tra Mbda France e la società greca Altus Lsa.
Il legale precisa che il materiale sottoposto a sequestro era costituito da modelli funzionali inerti e attrezzature da collaudo, privi di capacità offensiva e tecnicamente inidonei a essere convertiti in ordigni operativi. Questa ricostruzione contrasta con la prima valutazione della Procura, che ha ritenuto possibile classificare quei materiali come armi da guerra.
Secondo gli atti difensivi, il viaggio di andata sarebbe avvenuto dalla Francia alla Grecia, con trasporto terrestre fino al porto di Sète e successivo inoltro marittimo verso il porto di Suda in Creta. Le operazioni di rientro sarebbero iniziate il 4 giugno 2026; il mezzo condotto dall’indagato è stato fermato al porto di Bari durante il tragitto di ritorno, con riferimento temporalmente espresso sia al 7 giugno, quando la Guardia di finanza ha intercettato i materiali, sia all’8 giugno 2026, data indicata per il fermo al porto di Bari negli atti della difesa.
Negli involucri sequestrati sono stati trovati tubi di lancio e razzi: gli accertamenti tecnici dell’Esercito hanno finora indicato che tali componenti devono essere considerati, allo stato delle verifiche, armi da guerra. La Procura ha disposto approfondimenti tecnici supplementari, ancora in corso.
La difesa sottolinea che Normand aveva il ruolo di autista subappaltato all’interno di una catena logistica organizzata da operatori internazionali, ha sempre collaborato con le autorità, non è stato arrestato in flagranza ed è stato lasciato libero in attesa dei controlli prima di presentarsi alle successive convocazioni. L’avvocato ha espresso fiducia nell’operato dell’Autorità giudiziaria di Bari e auspicato che gli accertamenti confermino la legittimità dell’operazione, con la conseguente cessazione della privazione della libertà dell’indagato.