Riposto (Ct), 33enne trovata impiccata in un appartamento mezza incendiato: il compagno indagato

Il corpo di Noemi Impellizzeri, 33 anni, è stato ritrovato nelle prime ore del mattino di domenica 23 agosto in un basso di via Circumvallazione a Riposto, nel Catanese. L’abitazione era parzialmente avvolta dalle fiamme; il compagno della donna è indagato per omicidio.

La Procura ha disposto l’autopsia, definita un atto «irripetibile» a cui possono partecipare coloro che potrebbero avere avuto un ruolo nel fatto. L’esame medico non esclude né conferma in modo definitivo il suicidio: gli inquirenti valutano anche l’ipotesi di un intervento esterno.

La versione fornita dal fidanzato ha suscitato dubbi tra gli investigatori. L’uomo, assistito dall’avvocato Ivan Siragusa, ha consegnato il proprio telefono ai carabinieri e si è dichiarato collaborativo, ma alcuni passaggi del suo racconto risultano contraddittori o difficili da spiegare.

Secondo quanto riferito dal compagno, la notte tra venerdì 21 e sabato 22 agosto la coppia aveva scambiato messaggi e poi avuto una videochiamata. La donna gli avrebbe manifestato intenzioni autolesionistiche e, intorno alle 4.30, gli avrebbe chiesto come fare un nodo scorsoio; di fronte al suo rifiuto, avrebbe mostrato un tutorial su YouTube. Il fidanzato sostiene di non aver dato peso a quei segnali e di aver provato senza successo a ricontattarla più volte nel corso della giornata di sabato.

La scoperta del corpo, sempre secondo la sua ricostruzione, è avvenuta alle 2 della notte tra sabato e domenica, quando si sarebbe recato nell’appartamento ed era riuscito a entrare per un guasto alla serratura. Avrebbe trovato la donna appesa a un tubo in cucina, si sarebbe sentito scioccato e si sarebbe allontanato senza chiamare i soccorsi, con l’intenzione di contattare i familiari. Poco dopo, attorno alle 3, avrebbe visto il fratello di Noemi sul lungomare e avrebbe tentato di chiamarlo, senza risposta; intorno alle 5 la madre della donna lo avrebbe avvertito dell’incendio. Il compagno ha inoltre affermato che al momento in cui si era allontanato dall’appartamento non c’erano fiamme né odori sospetti.

I familiari di Noemi, assistiti dagli avvocati Valeria Strano e Francesca Raciti, considerano la versione del compagno inaccettabile e chiedono approfondimenti investigativi. «Riteniamo che sussistano validi elementi per escludere il suicidio tramite impiccagione», hanno dichiarato, in attesa dell’esito della consulenza medico-legale nominata dalla Procura.

Le indagini proseguono per chiarire dinamica e responsabilità, con gli accertamenti tecnici e le analisi disposte dagli inquirenti.

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