Le forti alluvioni che hanno investito il Nepal rappresentano una delle prove più dure per il neo-governo guidato da Balen Shah, a cinque mesi dall’insediamento come primo ministro.
Subito dopo il disastro il premier ha pubblicato un messaggio su Facebook assicurando che lo Stato si sarebbe occupato dei soccorsi, delle cure mediche, del cibo e dell’alloggio per gli sfollati: “Non siete soli in questo momento difficile”, ha scritto.
Il governo ha disposto la mobilitazione dell’esercito nepalese, della Polizia armata e della Polizia nazionale per le operazioni di ricerca, soccorso e assistenza. È stato ordinato l’invio di personale aggiuntivo da altri distretti e il premier ha convocato riunioni ad alto livello per coordinare la risposta, consultandosi con i parlamentari eletti nei territori colpiti, tra cui Rasuwa, Nuwakot, Dhading, Gorkha e Chitwan.
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha telefonato a Shah per esprimere condoglianze e ha confermato la disponibilità di New Delhi a fornire assistenza umanitaria. Secondo il ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar, l’India ha inviato dieci tonnellate di aiuti, tra cui medicinali essenziali.
Balen Shah, 35 anni, è diventato il premier più giovane nella storia del Nepal dopo la vittoria del Rastriya Swatantra Party (Rsp) alle elezioni del 5 marzo 2026. Nato a Kathmandu nel 1990 in una famiglia buddista newar di origine madhesi maithil, Shah era prima noto come rapper e poi come amministratore locale: nel 2022 vinse da indipendente le elezioni per il sindaco di Kathmandu.
Dopo aver studiato ingegneria civile, con un master in ingegneria strutturale conseguito in India presso la Vtu del Karnataka, Shah si era distinto per testi rap contro la corruzione e la disuguaglianza. Nel settembre 2025, durante le proteste della Gen Z esplose dopo restrizioni ai social media, si era schierato con i manifestanti chiedendo calma; la repressione di quelle manifestazioni aveva causato 77 vittime e portato alle dimissioni dell’allora premier K.P. Sharma Oli, sostituito ad interim dall’ex presidente della Corte suprema Sushila Karki.
Nel gennaio 2026 Shah si dimise da sindaco ed entrò nel Rsp; il partito ottenne alle urne 182 seggi su 275, e Shah sconfisse Oli nel collegio contestato con 68.348 voti contro 18.734. Nominato primo ministro dal presidente Ram Chandra Poudel, il suo rapido passaggio da figura della cultura giovanile a capo del governo è ora messo alla prova dalla gestione dell’emergenza alluvioni.
Secondo quanto riportato dal New York Times, per governare efficacemente Shah dovrà accettare compromessi politici che finora ha mostrato di rifiutare: la risposta alle alluvioni sarà uno dei primi banchi di prova concreti per la sua leadership.