Prorogato fino al 5 settembre lo sconto sulle accise del diesel: estensione da 130 milioni

Roma, 26 agosto 2026 — Il governo ha esteso fino a sabato 5 settembre la riduzione delle accise sul diesel pari a 17 centesimi al litro. La proroga, decisa oggi in Consiglio dei ministri e formalizzata con un decreto firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Castelrotto (Bolzano), avrà un costo aggiuntivo di circa 130 milioni di euro.

Il provvedimento è contenuto nel decreto-legge intitolato “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali” e sarà presentato alle Camere insieme al relativo disegno di legge di conversione.

Nel dettaglio la riduzione attuale si compone di una diminuzione dell’accisa di 14 centesimi e di un taglio dell’IVA equivalente a 3 centesimi; questa modulazione è in vigore dal 5 agosto. Complessivamente, dall’intervento avviato a marzo a oggi, le misure sulle accise di benzina e gasolio sono costate circa 2,5 miliardi di euro.

La copertura finanziaria della proroga deriva da maggiori entrate determinate dalla modifica delle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei gruppi di maggiori dimensioni nel settore energetico. La norma si applica ai soggetti che, in base al bilancio relativo all’esercizio antecedente a quello in corso al 31 dicembre 2026, abbiano ricavi complessivi superiori a 20 miliardi di euro; a questi verrà riconosciuto un credito d’imposta pari all’ammontare delle somme versate.

Il governo giustifica l’intervento come un modo per contenere la crescita dei prezzi alla pompa, recentemente attestatisi oltre i 2 euro al litro. La misura di oggi segue altri sette provvedimenti adottati dal Consiglio dei ministri o con decreti ministeriali a partire da metà marzo, in seguito al rincaro dei beni energetici collegato al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Eseguendo una linea già annunciata, l’esecutivo ha inoltre comunicato l’intenzione di predisporre nei prossimi giorni un intervento più mirato, rivolto soprattutto alle fasce di reddito più fragili e a categorie professionali specifiche. La Lega spinge per aiuti destinati alle professioni maggiormente colpite dal caro carburanti.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la proroga come una scelta in vista di una soluzione strutturale e ha auspicato la fine della guerra per ripristinare la libera navigazione nello stretto di Hormuz. Tajani ha inoltre insistito sulla necessità di sostenere “i ceti più deboli, il ceto medio, comprese le partite Iva” e ha detto che “un conto è chiedere un contributo, un altro imporre una tassa dall’alto”, aggiungendo che le aziende petrolifere dovrebbero contribuire al sostegno.

Le associazioni dei consumatori hanno espresso scetticismo: il Codacons ha commentato che “la montagna ha partorito un topolino”, ritenendo la proroga insufficiente e non risolutiva dell’emergenza in corso.

Anche le opposizioni hanno attaccato l’esecutivo. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha definito la misura “l’ennesimo ‘sconticino’ impercettibile”, mentre la segretaria del Pd Elly Schlein ha denunciato i contrasti all’interno del governo e ha sottolineato che il problema del costo dei carburanti ricade su famiglie e imprese.

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