Roma, 26 agosto 2026 — In appena un quarto d’ora si è chiuso il Consiglio dei ministri convocato a Palazzo Chigi: il Cdm ha dato il via libera alla proroga del taglio delle accise sui carburanti e ha approvato misure urgenti per garantire la continuità operativa degli impianti dell’ex Ilva.
Lo sconto sulle accise riguarderà esclusivamente il diesel e resterà in vigore fino al 5 settembre. L’entità della riduzione è confermata in 17 centesimi al litro e il costo per le casse pubbliche è stimato in circa 130 milioni di euro.
In serata il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato il decreto-legge contenente disposizioni urgenti sui prezzi petroliferi connesse alla crisi dei mercati internazionali e ha autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione. Il provvedimento è motivato dall’esigenza di arginare gli aumenti alla pompa determinati dall’instabilità dei mercati esteri e di garantire coperture finanziarie nella fase critica dei rientri estivi.
Per assicurare liquidità immediata allo Stato, il decreto introduce un meccanismo di acconto fiscale sulle imposte sui dividendi rivolto ai grandi gruppi del settore energetico. La misura è applicabile alle società che nel 2025 hanno registrato ricavi superiori a 20 miliardi di euro: l’importo versato in acconto maturerà contestualmente un credito d’imposta di pari valore, consentendo così alle imprese di recuperare la somma nelle imposte future. Fonti di governo sottolineano che la norma è stata concordata con i gruppi interessati e funziona come un prestito di liquidità a breve termine alla fiscalità pubblica, senza costituire una nuova tassa.
L’esecutivo precisa che la scelta di limitare la proroga al 5 settembre risponde all’urgenza di garantire coperture nel periodo dei rientri dalle vacanze. Per i mesi successivi, l’orientamento del governo è quello di abbandonare i tagli generalizzati alle accise — giudicati onerosi — a favore di interventi più mirati, indirizzati in particolare alle famiglie a basso reddito e ai settori maggiormente colpiti dal caro energia, come trasporto e logistica. Rimane inoltre operativo lo strumento dell’accisa mobile, che consente di compensare eventuali picchi di prezzo riducendo le accise pari al maggiore gettito IVA.
Sul fronte dell’ex Ilva, il Consiglio dei ministri ha approvato una norma che evita la sospensione operativa paventata dalla diffida del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che avrebbe potuto fermare la gestione dei rifiuti e la produzione a partire dal 20 agosto 2026. La modifica introduce una disposizione nel decreto legislativo n.36 del 13 gennaio 2003: per le società in amministrazione straordinaria che gestiscono impianti di interesse strategico nazionale, le garanzie finanziarie per le discariche potranno essere prestate con durata di un solo anno, risultando comunque valide anche se l’autorizzazione copre un periodo più lungo. La relazione illustrativa motiva l’intervento con le difficoltà riscontrate dalle amministrazioni straordinarie nel reperire fideiussioni di lunga durata sul mercato e indica l’obiettivo di preservare l’operatività degli impianti e la continuità aziendale nella fase di vendita dello stabilimento, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.
La decisione ha raccolto consensi e critiche. Tra le file del centrodestra si è sottolineata l’urgenza dell’intervento: il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha indicato come prioritari la tutela dei cittadini in viaggio e degli autotrasportatori durante i rientri estivi, auspicando al contempo risorse certe per la proroga e un meccanismo strutturale più selettivo. Fratelli d’Italia ha apprezzato la tempestività per evitare un incremento dei prezzi alla pompa a fine agosto, mentre Forza Italia ha parlato di un approccio equilibrato tra finanza pubblica e aiuti concreti.
Le forze di opposizione hanno invece respinto l’intervento come insufficiente. Il Partito Democratico ha definito il breve rinvio la dimostrazione dell’assenza di una copertura finanziaria duratura. Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha parlato di una “ennesima beffa”, richiamando i dati di Cna e Confesercenti sul caro energia e l’impatto sulle vacanze, e ha criticato lo sconto come minimo e insufficiente. Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto di destinare risorse al trasporto pubblico e alle energie rinnovabili, giudicando la proroga una misura emergenziale che non pianifica la transizione ecologica.
Anche dal mondo dei consumatori sono arrivate osservazioni critiche. Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, ha definito il provvedimento un “bicchiere mezzo vuoto”: pur condividendo la prosecuzione del taglio generalizzato fino al 5 settembre per tutelare chi rientra dalle vacanze, Melluso ritiene che lo sconto andasse potenziato ed esteso alla benzina e boccia l’ipotesi di legare futuri aiuti all’Isee, sostenendo che il caro carburante colpisce trasversalmente gli automobilisti e richiederebbe un intervento strutturale sulle accise.