L’attore britannico Tim Curry è morto nella tarda serata di martedì 25 agosto nella sua casa di Los Angeles. Aveva 80 anni. La notizia, anticipata da TMZ, è stata poi confermata da diverse testate americane.
Nato nel 1946 a Grappenhall, nel Cheshire, Curry iniziò la carriera sul palcoscenico. Nel 1968 entrò nel cast londinese di Hair e trovò il ruolo che segnò la sua notorietà: il dottor Frank‑N‑Furter in The Rocky Horror Picture Show, interpretato prima a teatro e poi nella versione cinematografica del 1975, accanto a Susan Sarandon e Barry Bostwick.
Il film, inizialmente accolto con freddezza dalla critica, acquisì poi nuova vita nelle proiezioni di mezzanotte e si impose come uno dei cult più longevi del cinema. Curry è stato noto per la capacità di costruire personaggi sopra le righe, fra ambiguità, ironia e minaccia.
Nel 1990 cambiò registro con il ruolo di Pennywise nella miniserie televisiva It, tratta dal romanzo di Stephen King, interpretazione che per molti spettatori è rimasta una delle più perturbanti del personaggio. La sua carriera ha attraversato cinema, televisione, teatro e doppiaggio.
Tra i titoli in cui ha recitato figurano Annie, Clue, Legend, Signori, il delitto è servito, Caccia a Ottobre Rosso, I tre moschettieri, Muppet Treasure Island e Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York, dove interpretava il concierge Mr. Hector. Ha lavorato anche a Broadway, ottenendo candidature ai Tony Award.
Nel 2012 un grave ictus aveva limitato profondamente la sua attività; da allora Curry ha continuato soprattutto con il lavoro di doppiaggio e ha fatto una rara apparizione nel remake televisivo del Rocky Horror Picture Show del 2016, nel ruolo del narratore.
Con la sua scomparsa si chiude la vicenda artistica di un interprete difficile da incasellare, capace di passare dal musical all’horror, dalla commedia al doppiaggio mantenendo una presenza scenica riconoscibile.