Aiuti a Kiev, esplode la polemica: accuse di «segretezza» e la difesa del governo sul ruolo del Copasir

Roma, 26 agosto 2026 — Una notizia di stampa sui possibili invii di armamenti a Kiev ha aperto uno scontro politico tra opposizione e governo. Il dossier al centro della controversia parla di batterie SAMP-T, missili Aster e radar, mentre l’esecutivo avrebbe comunicato pubblicamente soltanto l’invio di generatori elettrici.

Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha rilanciato su Instagram la critica secondo cui «le armi le mandano. Agli italiani non lo dicono», accusando il governo di agire dietro le quinte e chiedendo chiarezza. Anche Benedetto Della Vedova (+Europa) ha sollecitato spiegazioni ufficiali: l’opposizione vuole sapere se l’Italia fornirà dotazioni antimissile per contrastare gli attacchi russi che colpiscono civili.

La deputata di Azione Daniela Ruffino ha chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiarisca in Parlamento e di fronte al Paese la tipologia di aiuti italiani all’Ucraina.

Dal governo, interventi dei ministri difendono la procedura. Il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ha ricordato che il supporto continuerà su più fronti e ha assicurato che «prima dell’invio si passerà attraverso il Copasir», indicando inoltre che il pacchetto verrà firmato anche dai ministri Crosetto e Giorgetti e che i tempi potrebbero essere rapidi.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha respinto le accuse basate su articoli di stampa definendo chi polemizza come chi «straparla». Crosetto ha sottolineato che la disponibilità con Francia e Regno Unito di fornire tecnologia per permettere a Kiev di costruire una difesa aerea è una scelta «di buonsenso». Ha poi ribadito che il Parlamento ha autorizzato invii di aiuti — civili e militari — anche per il 2026, e che finora non sono mai state inviate risorse finanziarie ma beni materiali, ricordando tra gli aiuti civili oltre 300 generatori e macchinari per ospedali pediatrici.

Il ministro ha precisato che, ad oggi, per il 2026 «nessuna» forma di aiuto è stata formalizzata: gli invii vengono predisposti solo in risposta a richieste ucraine e quando la Difesa e le amministrazioni riescono a comporre un pacchetto utile lo presentano al presidente del Copasir. Solo dopo l’illustrazione e l’espletamento dei passaggi previsti il decreto viene adottato nella forma del secretato, permettendo ai membri del Copasir di maggioranza e opposizione di averne piena conoscenza.

La vicenda mantiene alta la tensione politica: l’opposizione chiede trasparenza e conferme pubbliche, il governo insiste sulla correttezza dell’iter istituzionale e sulla circoscritta natura dei documenti ancora in corso di definizione.

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