Frana al confine Tibet-Nepal: 157 morti, centinaia di dispersi e vaste operazioni di soccorso

Una frana di vaste proporzioni al confine tra Tibet e Nepal ha travolto una valle fluviale provocando almeno 157 vittime e lasciando centinaia di persone disperse. Il bilancio, aggiornato alle 17:25 ora locale dall’Ufficio di Polizia della Provincia di Bagmati a Hetauda, indica inoltre 93 feriti mentre le operazioni di ricerca e soccorso proseguono.

L’evento è avvenuto nella contea di Gyirong, nella città di Shigatse in Tibet, ma ha interessato soprattutto il versante nepalese lungo la valle del Bhote Koshi. Le aree più colpite sono Rasuwagadhi-Timure, Syabrubesi, Rasuwa e la valle del Bhote Koshi; la piena è attesa nelle ore successive nelle zone a valle del fiume Trishuli. La capitale Kathmandu non risulta coinvolta.

La polizia nepalese ha comunicato che risultano dispersi 579 turisti, di cui 466 cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi. Tra i dispersi sono indicati 113 nepalesi, 133 indiani, 54 statunitensi e 33 britannici; seguono cittadini di Australia (34), Canada (24), Malaysia (19), Ucraina (7), Singapore (6), Sudafrica (6), Giappone (5), Nuova Zelanda (5), Germania (4), Francia (3), oltre a rappresentanti di Irlanda, Paesi Bassi, Russia, Spagna, Bielorussia, Finlandia, Ungheria, Israele, Lituania, Portogallo e Filippine. La maggior parte degli stranieri si trovava nella zona per completare il pellegrinaggio verso il monte Kailash e il lago Mansarovar.

Analisi satellitari e dati sismici indicano come probabile causa il crollo di un ghiacciaio ad alta quota, indebolito dal rapido scioglimento delle nevi. Secondo lo studioso Dan Shugar dell’Università di Calgary, un fronte di ghiaccio si sarebbe staccato da quota 5.200 metri e precipitato per oltre un chilometro, liberando energia che avrebbe trasformato ulteriore ghiaccio in acqua e scatenato l’inondazione. Lo scienziato ha collegato l’evento alle alte temperature registrate nelle ultime ore.

L’United States Geological Survey (USGS) ha chiarito che la scossa registrata alle 8:37 locali, inizialmente segnalata come sisma di magnitudo 4,4, è stata invece causata da una frana eccezionalmente potente. Il corpo franoso di ghiaccio e rocce è caduto nel fiume Lhende Khola, affluente del Bhote Koshi, e il movimento ha prodotto una vibrazione equivalente a un terremoto di magnitudo 5,2.

Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato che si faccia tutto il possibile per cercare i dispersi, trasferire le persone minacciate e accelerare le cure ai feriti; il premier Li Qiang ha chiesto di verificare rapidamente i numeri delle persone coinvolte e di mobilitare tutte le forze disponibili. Su loro disposizione il vicepremier Zhang Guoqing si è recato sul posto per coordinare le operazioni. Le autorità del Tibet hanno mobilitato squadre di ricerca e soccorso.

Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha reso noto l’invio di 10 tonnellate di aiuti umanitari e medicinali verso le zone colpite. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che l’Unione europea è pronta a mobilitare ulteriore assistenza per Cina e Nepal.

La Farnesina italiana ha comunicato che, sulla base delle registrazioni nel portale “Dove siamo nel mondo”, sono circa 90 i connazionali presenti tra Nepal e Tibet e sono in corso verifiche per accertarne le condizioni e offrire assistenza. Per emergenze la Farnesina ha fornito i seguenti riferimenti: Unità di Crisi +39 06 36225; Consolato Generale d’Italia a Calcutta +91 9831212216; Consolato Generale Onorario d’Italia a Kathmandu +977 14538388 / +977 14529089; Ambasciata d’Italia a Pechino +86 139 0103 2957.

Due cittadini italiani sono stati evacuati incolumi dal versante nepalese del Tibet e risultano assistiti dalla diplomazia italiana. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa a Rimini, ha confermato che i due sono in buone condizioni e che al momento non risultano altri connazionali coinvolti. Uno dei due evacuati, Giovanni Fassini, ha raccontato di essere rimasto per otto ore fermo su un autobus insieme all’amico Marco Lombardi prima di raggiungere Kathmandu.

Le operazioni di ricerca proseguono su scala internazionale mentre le autorità locali e straniere lavorano per ricostruire il numero effettivo dei dispersi e soccorrere i sopravvissuti.

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