Un post sui social ha riacceso la polemica sulle cosiddette “scie chimiche”, ma sul campo parte un esperimento internazionale che punta a ridurre le scie di condensazione grazie all’intelligenza artificiale.
Nei giorni scorsi l’attore Enrico Montesano ha pubblicato un messaggio sui social che ha rilanciato la discussione pubblica; nel post ha scritto, tra l’altro, “Mercoledì hanno irrorato”. Commenti e reazioni non sono mancati, ma la scienza spiega il fenomeno come un processo fisico-atmosferico: le scie bianche formate dai jet sono contrails, nuvole di cristalli di ghiaccio che si generano quando il vapore acqueo si condensa intorno alle particelle dei gas di scarico in alta quota.
Le contrails non contengono sostanze “chimiche” deliberate e rappresentano circa un terzo dell’impatto climatico totale dell’aviazione. La loro persistenza può produrre effetti sia di raffreddamento sia di intrappolamento della radiazione infrarossa terrestre; nel complesso l’effetto medio è di riscaldamento, specialmente per alcune scie e nelle ore notturne.
Proprio per mitigare questo impatto nasce Operation Blue Skies. Secondo quanto riportato, Google ha avviato ricerche iniziali sull’uso dell’intelligenza artificiale e ha stretto partnership con operatori dell’aviazione, tra cui American Airlines, fornitori di servizi di navigazione aerea come Muac di Eurocontrol e fornitori di software di pianificazione dei voli come FlightKeys. Integrando dati meteorologici, immagini satellitari e modelli predittivi, l’algoritmo indica ai piloti spostamenti di quota di poche centinaia di metri per volare in strati meno umidi e quindi evitare la formazione delle scie.
Le prime sperimentazioni, della durata di sei mesi, hanno visto American Airlines modificare le rotte di 70 voli seguendo l’algoritmo: le scie di condensazione si sono ridotte del 54%, al costo di un incremento del consumo di carburante pari al 2% dovuto al cambio di quota.
Il progetto ora si prepara a una fase su scala molto più ampia. Operation Blue Skies sarà la prima sperimentazione sostenuta da uno Stato per evitare le contrails su un intero spazio aereo oceanico: si svilupperà per 30 mesi nella metà orientale del corridoio del Nord Atlantico, all’interno dello spazio aereo di Shanwick, una zona che rappresenta circa il 5% del riscaldamento globale dovuto alle contrails. Sono previste due fasi operative da quattro mesi ciascuna; ogni anno circa 10.000 voli attraversano Shanwick durante le ore di prova e una piccola percentuale verrà leggermente deviata per impedire la formazione delle scie.
A guidare l’iniziativa è un consorzio britannico che riunisce Google, Nats, Contrails.org, l’Imperial College London, l’Università di Cambridge e il Met Office del Regno Unito. Il programma è cofinanziato dai partner industriali e dal Dipartimento dei trasporti del Regno Unito tramite il programma Ati, una partnership tra l’Aerospace Technology Institute, il Dipartimento per le imprese, l’innovazione, la scienza e il commercio e Innovate UK. Per trasparenza, i finanziamenti pubblici sono assegnati direttamente a partner accademici, non profit e del settore dell’aviazione. Google UK partecipa gratuitamente, contribuendo con 1,4 milioni di sterline in natura attraverso competenze di ricerca sull’intelligenza artificiale, tempo di progettazione e infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni.
Operation Blue Skies non è nato con l’obiettivo di confutare le teorie complottiste sulle “scie chimiche”, ma secondo i promotori dimostra come la comparsa delle scie sia determinata da parametri misurabili — temperatura, umidità, quota e scarichi dei motori — e come, in alcuni casi, sia possibile evitarle modificando leggermente rotta o altitudine.