Londra e Parigi hanno deciso di trasferire a industrie ucraine conoscenze tecniche riservate che permetteranno a Kiev di costruire missili in grado di colpire bersagli fino a 300 chilometri oltre il confine russo.
La decisione è stata ufficializzata nel corso della visita del premier britannico Andy Burnham a Kiev, la prima dall’ingresso a Downing Street, coincisa con il vertice della “coalizione dei volonterosi” e con la Festa dell’Indipendenza ucraina. Burnham ha consegnato a Volodymyr Zelensky informazioni classificate sui componenti britannici dello Scalp, la versione francese dello Storm Shadow.
Il trasferimento tecnologico punta a garantire all’apparato industriale ucraino maggiore autonomia rispetto alle forniture e alle autorizzazioni esterne, riducendo l’esposizione delle capacità d’attacco alle oscillazioni politiche dei Paesi alleati. Pur avendo una gittata inferiore a quella di alcuni droni già impiegati contro Mosca e San Pietroburgo, i missili prodotti in loco offrirebbero maggiore precisione e potenza distruttiva.
La mossa è stata letta anche come risposta europea alle promesse non concretizzate di consegne di sistemi analoghi avanzate da Donald Trump. Burnham ha rimarcato l’impegno del Regno Unito nel sostegno a Kiev, collegando la difesa dell’Ucraina alla sicurezza europea e affermando l’intenzione di non arretrare fino al raggiungimento di una pace che definisce giusta e duratura.
La Russia ha reagito duramente: il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha accusato il Regno Unito di alimentare il conflitto e l’ambasciata russa a Londra ha avvertito che un maggiore coinvolgimento britannico avrà conseguenze. La tensione ha coinvolto i rapporti diplomatici: secondo il Sunday Times l’ambasciatore russo a Londra è stato richiamato e non è stato ancora sostituito, mentre Mosca nega che la vacanza dell’incarico equivalga a un declassamento formale delle relazioni con il Regno Unito.