Dieci anni dal sisma: Mattarella ad Amatrice, l’appello a completare la ricostruzione

Questa mattina le comunità dell’Appennino centrale si sono raccolte per ricordare il decennale del terremoto che nel 2016 devastò Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e decine di altri centri, causando 299 vittime.

La commemorazione è iniziata nel cuore della notte con una fiaccolata: alle 3:36, ora della scossa iniziale del 24 agosto 2016, sono rintoccate le campane e sono stati letti i nomi delle persone scomparse. A fare da sfondo al raccoglimento sono rimaste visibili alcune macerie, mentre familiari, cittadini, volontari e rappresentanti delle istituzioni hanno reso omaggio alle vittime.

Stamattina la comunità si è data appuntamento ad Accumoli — epicentro della prima violenta scossa — per la Messa solenne, la commemorazione ufficiale e l’omaggio al monumento ai caduti.

Nel pomeriggio le celebrazioni si sposteranno ad Amatrice: dalle 16:30 la Messa solenne sarà officiata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e delle principali autorità regionali e locali.

Presente alle commemorazioni anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato la necessità di ultimare al più presto il processo di risanamento dei territori colpiti ed ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime, ai feriti e a chi si è trovato in condizioni di grande difficoltà.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha richiamato i ritardi e le false partenze che, a suo dire, hanno ostacolato una ricostruzione rapida, e ha affermato che il governo ha raccolto la responsabilità intervenendo con costanza e determinazione per imprimere un cambio di passo. Meloni ha aggiunto che l’impegno per sostenere la ripresa economica e sociale resta centrale, citando tra i simboli ricostruiti la Basilica di San Benedetto a Norcia, quasi distrutta dalla scossa del 30 ottobre 2016, e assicurando che «l’Appennino centrale rinascerà».

A ricordare i momenti drammatici dei soccorsi dei primi istanti è stato anche l’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che evocando quelle ore ha richiamato la frase pronunciata nelle primissime fasi dell’emergenza: «Amatrice non c’è più».

I dieci anni dal sisma hanno riportato al centro dell’attenzione pubblica lo stato della ricostruzione: secondo le autorità intervenute, molto è stato realizzato ma resta ancora lavoro da compiere per restituire piena normalità ai borghi colpiti.

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