Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato ieri Vladimir Putin al Cremlino per un colloquio di circa tre ore, prima di proseguire la missione a Kiev dove nei prossimi giorni incontreranno Volodymyr Zelensky. La delegazione americana è partita da Mosca senza risultati concreti, secondo quanto riportato.
I due inviati di Donald Trump erano arrivati a Mosca poco prima delle 13 (le 12 italiane), a bordo di un Boeing dell’Air Force con uno scalo a Helsinki. All’aeroporto di Vnukovo sono stati accolti da Kirill Dmitriev, consigliere per la cooperazione economica estera di Putin e negoziatore russo, che su X li ha salutati definendoli “pacificatori”. Il colloquio con il presidente russo è iniziato solo intorno alle 20, dopo un’attesa di circa sette ore; Dmitriev ha poi definito “importante” la visita.
Secondo la delegazione americana, il pacchetto di proposte includeva il congelamento della linea del fronte; una tregua per la durata dei negoziati verso un accordo di pace; l’eventuale impiego di forze internazionali di interposizione; consultazioni popolari nelle regioni occupate dai russi sotto monitoraggio Onu per decidere sull’annessione; e la revoca graduale delle sanzioni economiche e finanziarie contro la Federazione russa. I dettagli sono stati illustrati da Gene Lange, responsabile dell’ufficio sanzioni del Dipartimento del Tesoro, insieme a funzionari della sicurezza nazionale.
La reazione al Cremlino è stata definita fredda: Putin, sempre secondo i resoconti, ha risposto ripetendo le accuse contro l’Ucraina e Volodymyr Zelensky e, da quanto riferito, ha preferito non chiudere la porta a eventuali sviluppi, rimandando però la decisione all’esito dei colloqui che seguiranno a Kiev. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato ai giornalisti: “Non affrettiamo le cose”. Il viceministro degli Esteri Serghei Ryabkov ha posto invece la questione di “fino a che punto l’amministrazione statunitense sia disposta a investire nella ricerca di una soluzione reale”, osservando che, a suo avviso, “la situazione non sta evolvendo a favore di Kiev”.
Un funzionario della Casa Bianca, citato da Axios, ha detto che Witkoff e Kushner hanno portato avanti “l’agenda di pace di Trump” e che con loro erano presenti esponenti del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, del Dipartimento di Stato e del Tesoro; il funzionario ha inoltre affermato che le parti hanno discusso piani concreti per i prossimi passi, che dovrebbero essere annunciati nelle prossime settimane, e che si attendono incontri produttivi in Ucraina.
La missione americana arriva in un clima di negoziati congelati dallo scorso febbraio, quando gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran, e con l’obiettivo politico per l’amministrazione Trump di ottenere progressi da presentare in vista delle elezioni di midterm. Il presidente Usa aveva detto di recente che “ci potrebbe essere una buona chance” per avviare un serio processo di pace e che “abbiamo un’idea per la pace”, senza però fornire dettagli. Nelle settimane precedenti, il direttore della Cia John Ratcliffe aveva visitato Mosca, avvertendo le autorità russe sulle conseguenze della guerra ibrida scatenata contro l’Europa.
Witkoff e Kushner proseguono ora la seconda parte della missione a Kiev, dove Zelensky valuterà le proposte americane; le aspettative, secondo fonti citate, restano contenute e molti osservatori prevedono che l’Ucraina respingerà opzioni considerate inaccettabili da Kiev ma ritenute sostenibili da Mosca.