Washington lancia “Economic Outcast”: stretta su Teheran, targeting società, navi e vertici dei Pasdaran

Gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova offensiva economica contro l’Iran, battezzata Economic Outcast, con l’obiettivo dichiarato di isolare Teheran dal sistema finanziario globale.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha reso noto che la prima ondata di provvedimenti riguarda oltre 60 persone, società e navi coinvolte nel commercio petrolifero, nei programmi nucleari e missilistici e nelle attività informatiche iraniane. Washington ha inoltre esteso l’uso delle sanzioni secondarie a settori quali oro, tecnologia, asset digitali, aviazione e trasporti marittimi, avvertendo governi, banche e imprese che continuare a fare affari con l’Iran può comportare la perdita dell’accesso al dollaro e al sistema finanziario americano.

Nella lista di misure figurano sanzioni dell’Office of Foreign Assets Control (Ofac) contro il gruppo Wellbred Capital, con sede a Singapore, e le sue società commerciali negli Emirati Arabi Uniti e in Svizzera. Il gruppo è accusato di avere legami con Mohammad Hossein Shamkhani, imprenditore iraniano del trasporto marittimo di petrolio, e il provvedimento mira a bloccare canali finanziari e reti logistiche usate per aggirare restrizioni sul commercio di greggio.

Il Dipartimento di Stato ha inoltre offerto ricompense tramite il programma Rewards for Justice: fino a 10 milioni di dollari per informazioni su cinque alti esponenti dei Guardiani della Rivoluzione. I nomi indicati sono Ahmad Vahidi (comandante dei Pasdaran), Ali Abdollahi (capo del quartier generale centrale Khatam al Anbiya), Sa’id Aghajani (comandante dell’aerospazio e dei droni), Hamidreza Lashgarian (responsabile del comando di guerra elettronica) e Majid Khademi (capo dell’ufficio di intelligence).

A livello operativo, gli Stati Uniti hanno allestito in tempi rapidi una nuova base logistica vicino al valico di Kerem Shalom, denominata Lsa Endurance, prevista come cuore operativo della Forza internazionale di stabilizzazione (Isf) inserita nel piano Usa per Gaza e richiamata dalla risoluzione Onu 2803.

Reazioni internazionali sono arrivate da più capitali. Pechino, per bocca del portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian, ha definito illegali le azioni statunitensi e ha avvertito che la Cina adotterà «tutte le misure necessarie» per difendere i propri interessi, sostenendo che le pressioni economiche aumentano tensioni e rischi di contagio. Il Qatar, tramite il portavoce Majed al‑Ansari, ha qualificato le sanzioni come unilaterali e ha ribadito il ruolo di Doha, assieme a Oman e Pakistan, nei contatti di mediazione tra le parti.

Da Teheran Mohsen Rezaei, recentemente nominato alla guida del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, ha dichiarato che «gli Stati Uniti non avranno alcun ruolo nel futuro della regione» durante un incontro con Faiq Zidan, presidente del Consiglio superiore della magistratura iracheno.

Sul fronte militare e diplomatico, il presidente Donald Trump ha annunciato che tutte le mine nello Stretto di Hormuz sono state rimosse o fatte brillare e ha avvertito che qualunque nuova posa di mine sarà distrutta. Trump ha inoltre ordinato al Pentagono una riduzione della cooperazione militare con la Corea del Sud, citando il mancato appoggio di Seul alla guerra contro l’Iran e criticando il costo delle esercitazioni congiunte.

Notizie correlate segnalano che il Dipartimento di Stato si sta preparando a far rientrare diplomatici nelle ambasciate mediorientali evacuate in precedenza: un documento interno, riportato dal New York Times, indica che il ritorno del personale potrebbe iniziare già nella settimana in corso per missioni in Israele, Libano, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Oman, Iraq e Kuwait.

La situazione nel Mare Arabico rimane tesa. L’autorità marittima iraniana ha pubblicato una blacklist di 45 navi che rischiano restrizioni; un’analisi ha rilevato che almeno 14 di queste imbarcazioni sono già state danneggiate in incidenti confermati dall’Organizzazione marittima internazionale. Sempre nelle acque vicine, l’Ukmto ha riportato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato vicino all’Oman, con danni alla sala macchine ma equipaggio salvo.

In Israele, le tensioni interne si traducono in scontri istituzionali e operazioni sul terreno. L’Unrwa ha condannato l’irruzione di forze armate israeliane nel Centro di Formazione Ktc a Calandia, Gerusalemme Est, denunciando la violazione dei privilegi e delle immunità dell’Onu. Il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben‑Gvir ha annunciato lo sgombero dell’Unrwa a Kafr Aqab e ha pubblicato sui social un’immagine del centro con la didascalia «l’Unrwa è nelle nostre mani», sostenendo che dipendenti dell’agenzia sono stati coinvolti in attività terroristiche. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha confermato che lo sgombero del complesso a Kafr Aqab è iniziato in attuazione di una legge recentemente approvata, accusando l’organizzazione di avere impiegati coinvolti nella strage del 7 ottobre e affermando che Israele agirà contro di essa con ogni mezzo.

La risposta europea si è concentrata sulle parole di Ben‑Gvir: un portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna ha definito «inaccettabile» il linguaggio del ministro e ha ricordato che è allo studio del Consiglio una proposta per inserire Ben‑Gvir in un elenco di sanzioni.

Infine, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, in visita alle for

ARTICOLI CORRELATI

Louis Dassilva, prima intervista in tv dopo l’assoluzione: “Mi sono sentito libero”

Louis Dassilva, assolto per l'omicidio di Pierina Paganelli, racconta a "Ore 14" su Rai2 il ritorno alla libertà dopo quasi due anni in carcere; la Procura ha impugnato il verdetto.

Prima traversata a nuoto del Canale d’Otranto: Spyros ce l’ha fatta dopo quasi 32 ore

Spyros Chrysikopoulos, 43 anni, ha nuotato da Othonoi a Santa Maria di Leuca: 91,4 km in 31 ore e 50 minuti, senza muta e senza soste. Impresa certificata.

Fine di un’epoca: nel 2026 nessun rovescio a una mano alle semifinali dei Major

Con la sconfitta di Tsitsipas agli Us Open il 2026 segna, per la prima volta in 150 anni e 524 edizioni, l'assenza di giocatori con il rovescio a una mano in semifinali.

A Venezia “L’estranea” di Paolo Strippoli: horror con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi accolto con favore

Al Festival di Venezia "L'estranea" di Paolo Strippoli, horror con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi, è il terzo film italiano in concorso ed è stato bene accolto.