Valeria Golino, 60 anni, traccia un bilancio personale e professionale in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, spiegando la scelta di smettere di fumare e il peso delle rinunce legate al mestiere.
L’attrice e regista racconta di essere da quasi quattro mesi senza sigarette, periodo descritto con parole come «noia, demotivazione, tristezza» ma anche di orgoglio per aver superato «la mia unica vera dipendenza». Golino spiega che il fumo scandiva i suoi ritmi sul set e che, da quando ha smesso, si sente più intollerante e spesso arrabbiata, pur riconoscendo un motivo di soddisfazione personale.
Il discorso si sposta sulle relazioni e sullo sguardo altrui. Golino osserva che gli uomini «mi guardano sempre meno» e ammette di sentirne un po’ la mancanza; dice di dover oggi impegnarsi di più per «lavorare sul fascino» e afferma di usare il proprio fascino in modo più consapevole rispetto al passato.
Sulla vita privata precisa che il lavoro le ha richiesto sacrifici: «Ho sacrificato una buona parte della mia vita, anche privata». Pur evitando di chiamarla soddisfazione, racconta che il mestiere le regala momenti tra i più felici della sua vita e che continua a essere parte della sua scelta esistenziale.
Golino affronta anche il cambiamento sociale: denuncia un crescente nichilismo e individualismo che, a suo avviso, ha ridotto la disponibilità reciproca tra le persone, mentre l’apertura virtuale non corrisponde a una migliore intimità reale.
Sui social dichiara di non averli e di volere «il vero lusso della non reperibilità», per non sapere continuamente cosa pensino gli altri di lei. Riguardo alle relazioni, conferma che «con Riccardo Scamarcio ci si vuole bene» e aggiunge che al momento sta con Fabio Palombi, «è più giovane di me».
L’intervista tocca infine altri aspetti personali: Golino ricorda di essere stata «una bambina malata» e si definisce, con ironia, una «promessa non mantenuta» sul tema della sensualità.