ROMA, 27 ottobre 2026 — Sono aperti dalle 7 del mattino locali i seggi per il rinnovo della 26ª Knesset, le prime elezioni tenute dopo l’attentato del 7 ottobre. In Italia l’apertura è stata alle 6.
Sono chiamati alle urne 7 milioni e 331 mila cittadini, che potranno votare fino alle 22 locali (le 21 in Italia). In corsa ci sono 36 listE; secondo i sondaggi solo 13 supererebbero la soglia di sbarramento fissata al 3,25%.
Il sistema elettorale è proporzionale puro con collegio unico nazionale: la percentuale di partecipazione risulta quindi determinante per la distribuzione dei 120 seggi della Knesset. I sondaggisti indicano un aumento dell’intenzione di voto rispetto al 2022, con il 74% della popolazione che dichiara la volontà di recarsi alle urne contro il 70% registrato nelle precedenti consultazioni.
Allo scrutinio verranno annunciati exit poll non appena chiuderanno i seggi, ma i risultati ufficiali saranno resi noti solo otto giorni dopo il voto, il 4 novembre. Il conteggio richiede tempi più lunghi a causa delle cosiddette “buste doppie” — i voti espressi lontano dal comune di residenza da soldati, diplomatici e persone ospedalizzate — che in passato hanno influito e in alcuni casi ribaltato le proiezioni iniziali.
Alla vigilia sono considerati i principali contendenti il Likud del premier incaricato Benjamin Netanyahu — il più longevo nella storia del Paese — e il partito Yashar! guidato dall’ex capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane Gadi Eisenkot.