12 settembre 2026 — Durante la sua visita ufficiale nella Repubblica d’Irlanda il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilanciato il tema della riunificazione dell’isola, definendola auspicabile e sostenendo che “avverrà prima o poi”.
Il commento è arrivato dopo l’incontro a Dublino con il Taoiseach Micheál Martin. Trump ha anche riconosciuto che, su una questione costituzionale di tale portata, il ruolo del Regno Unito sarebbe decisivo. Le sue parole, rilevano fonti ufficiali, non alterano tuttavia il quadro giuridico che regola un eventuale referendum in Irlanda del Nord.
Da Londra è giunta una risposta netta e immediata. Il primo ministro Andy Burnham ha detto alla Camera dei Comuni che un nuovo referendum sull’unità non è oggi all’ordine del giorno e ha ribadito l’impegno del governo a rispettare “al 100%” l’Accordo del Venerdì Santo.
Burnham ha spiegato che al momento non esiste una maggioranza dell’opinione pubblica favorevole alla convocazione del cosiddetto border poll e che la decisione spetta al segretario (ministero) per l’Irlanda del Nord quando la situazione dell’opinione pubblica dovesse cambiare.
Il quadro normativo di riferimento resta il Northern Ireland Act 1998, che recepisce nell’ordinamento britannico il meccanismo previsto dall’Accordo di Belfast, firmato il 10 aprile 1998. L’accordo stabilisce il principio del consenso: lo status costituzionale dell’Irlanda del Nord dipende dalla volontà democratica della popolazione e riconosce il diritto delle persone a identificarsi come britanniche, irlandesi o entrambe.
Secondo la legge, il ministro britannico responsabile per l’Irlanda del Nord deve ordinare una consultazione quando ritiene probabile che una maggioranza dei votanti desideri l’unione con la Repubblica d’Irlanda. L’attuale titolare del dicastero è il ministro Chris Bryant, nominato nel luglio 2026.
Sulla base di questi passaggi, osservano gli esperti citati dalle fonti, non esiste una data prestabilita né un calendario automatico che conduca a un referendum: il ricorso alla consultazione dipende dall’evoluzione dell’opinione pubblica e dalla valutazione politica del governo britannico.