Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato su Truth una mappa che indica lo Stretto di Hormuz come “nuovo territorio degli Usa”, scatenando la dura reazione dell’Iran e alimentando ulteriori tensioni nella regione.
In un post successivo, Trump ha ribadito che “Lo Stretto di Hormuz è aperto e operativo” e ha affermato che non sono in corso né programmati colloqui con la Repubblica islamica. Il presidente ha inoltre dichiarato che il blocco navale resta in vigore e che tutte le mine presenti sono state rimosse o fatte brillare. L’idea di dichiarare lo Stretto territorio statunitense era stata annunciata durante un intervento a New York venerdì scorso e ribadita lunedì nello Studio Ovale, prima della pubblicazione della mappa. Sui social alcuni utenti hanno notato che nella mappa mancano Qatar e Bahrain, apparsi apparentemente “affondati” nel Golfo Persico.
Da Teheran la replica è stata netta. Il vice ministro degli Esteri, Kazem Gharibabadi, ha definito un’illusione l’intento di Washington e ha scritto su X: “La sua illusione sullo Stretto di Hormuz presto sarà corretta”. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sostenuto che l’obiettivo degli Stati Uniti era ottenere la resa dell’Iran ma ha affermato che Teheran non si arrenderà e che gli Usa ora sono costretti a negoziare “alle nostre condizioni”. Araghchi ha inoltre detto che il memorandum d’intesa firmato con gli Stati Uniti conteneva tredici disposizioni a favore dell’Iran e una a favore degli Usa, e ha accusato Israele di aver cercato di sabotarne l’attuazione. Secondo Araghchi, le capacità militari iraniane e i risultati sul campo hanno rafforzato la posizione diplomatica di Teheran durante i negoziati; ha infine aggiunto che i mediatori sono stati informati del rifiuto iraniano di accettare un cessate il fuoco, poiché “la guerra deve finire”, come ha dichiarato in un’intervista ai media iraniani.
Anche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha criticato la linea americana, accusando gli Stati Uniti di voler aumentare la pressione per ottenere concessioni non previste dal memorandum e attaccando esponenti dell’amministrazione statunitense, tra cui il segretario al Tesoro Scott Bessent e il capo del Pentagono Pete Hegseth, ritenuti incapaci di gestire la crisi.
La pubblicazione della mappa è avvenuta mentre cresceva anche la tensione tra Iran ed Emirati Arabi Uniti. Le autorità di Abu Dhabi hanno comunicato di aver rilevato due missili balistici lanciati dall’Iran e diretti verso il Paese: uno dei due è caduto al di fuori delle acque territoriali emiratine, il secondo è precipitato all’interno delle acque territoriali degli Emirati. Il ministero della Difesa di Abu Dhabi ha dichiarato che le forze armate sono “pienamente preparate e pronte ad affrontare qualsiasi minaccia”. Non sono al momento disponibili informazioni su eventuali danni o vittime, né sono stati forniti dettagli sulle modalità di intercettazione o neutralizzazione dei vettori. L’Iran ha smentito di aver lanciato missili balistici verso gli Emirati Arabi Uniti.