Trump minimizza i timori sull’intelligenza artificiale; Gates avverte: serve una legge, rischio “un miliardo di morti”

28 settembre 2026 — Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto le preoccupazioni sollevate da alcuni ricercatori e dalle grandi aziende del settore sull’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale di frontiera.

Secondo quanto riferito, OpenAI, Anthropic e alcuni esperti di sicurezza stanno indagando su decine di migliaia di incidenti collegati a comportamenti problematici di tali modelli. Pur riconoscendo le istanze sollevate da Dario Amodei, numero uno di Anthropic, che ha incontrato a cena alla Casa Bianca, Trump ha insistito sulla necessità di non rallentare lo sviluppo: “È un settore enorme”, ha detto in un’intervista a Fox News, sottolineando il vantaggio competitivo degli Stati Uniti rispetto alla Cina e la possibilità che regolamentazioni restrittive favoriscano Pechino.

Il tycoon ha inoltre paragonato l’impatto dell’IA a grandi trasformazioni tecnologiche del passato, arrivando a definirla potenzialmente superiore alla Rivoluzione Industriale e più vasta di Internet.

Diversa la posizione del cofondatore di Microsoft Bill Gates, che in un’intervista a Meet the Press di NBC ha chiesto un intervento normativo a Washington. Gates ha sostenuto che l’autoregolamentazione non è sufficiente e ha avvertito della difficoltà di negoziare un quadro normativo globale, paragonandola a un compito più complesso rispetto ai trattati sulla limitazione delle armi nucleari dell’era della Guerra Fredda.

Nell’intervista anticipata da NBC, Gates ha ammonito che l’IA “è certamente abbastanza potente da innescare eventi che causano un miliardo di morti” e ha messo in guardia contro il rischio rappresentato dall’uso degli strumenti di IA da parte di individui malintenzionati. Ha inoltre criticato l’approccio dell’amministrazione Trump, ritenuto troppo focalizzato sulla competizione con la Cina e poco attento ai rischi esistenziali per la sicurezza.

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