Questa mattina la Questura di Torino ha dato esecuzione a un’ordinanza del Gip che dispone misure cautelari nei confronti di 16 militanti antagonisti ritenuti responsabili di reati commessi durante la manifestazione nazionale per lo sgombero di Askatasuna del 31 gennaio.
Le accuse sono varie: rapina e tentato omicidio, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento e porto di oggetti atti a offendere. Le misure applicate dal giudice comprendono custodie cautelari in carcere, arresti domiciliari, divieto di dimora nel capoluogo e obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
I provvedimenti sono stati eseguiti dalla Digos di Torino con il supporto delle DigOS di Asti, Vercelli, Genova, Firenze, Imperia e Reggio Emilia.
Secondo la ricostruzione della polizia, oltre mille manifestanti, in gran parte travisati e vestiti di nero, hanno deviato dal percorso comunicato e si sono diretti verso lo stabile di corso Regina Margherita 47. Per circa due ore hanno attaccato le forze dell’ordine schierate a protezione dell’immobile, lanciando pietre, bottiglie, artifizi esplodenti e altri oggetti contundenti e realizzando barricate incendiarie per ostacolare l’avanzata delle squadre.
Le aggressioni hanno provocato il ferimento di 103 appartenenti alle Forze dell’ordine, con prognosi fino a 100 giorni. I manifestanti hanno inoltre incendiato un mezzo del Reparto mobile di Torino con un agente a bordo e hanno aggredito un altro operatore con calci e colpi di martello dopo avergli sottratto casco e scudo: due degli indagati risultano imputati proprio per questi episodi.
Nel corso delle violenze sono stati danneggiati numerosi esercizi commerciali, condomini, autovetture private e istituti bancari, oltre a elementi di arredo urbano e cassonetti.