Esce il 27 agosto “Tony”, il film che racconta gli inizi di Anthony Bourdain, lo chef divenuto figura di spicco della cultura gastronomica e mediatica. La regia è di Matt Johnson e il cast principale comprende Dominic Sessa nel ruolo del giovane Bourdain e Antonio Banderas nel ruolo del proprietario del ristorante che diventa suo mentore.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Johnson con Matthew Miller, Todd Bartels e Lou Howe, prende spunto dalla parte iniziale di Kitchen Confidential, l’autobiografia pubblicata da Bourdain nel 2000. La trama riporta il protagonista diciannovenne nel 1975: invece di seguire il percorso di studi dichiarato ai genitori, si dirige a Cape Cod alla ricerca di Nancy, interpretata da Emilia Jones, in una fuga dalla famiglia e dalle responsabilità adulte.
Nel ristorante in cui finisce a lavar piatti, Tony incontra Sal, l’aiuto cuoco interpretato da Leo Woodall, e il posato Chef, ruolo di Banderas. Sono questi due personaggi a fungere da poli narrativi e formativi per il protagonista: la vicenda è divisa in due tronchi netti che segnano altrettante fasi di crescita.
Il film è costruito come un coming of age giocato su battute vivaci, una colonna sonora che evoca l’epoca e una scrittura agile. La prima parte viene descritta come più energica e vivace; la seconda appare più lineare e regolatrice nei toni. Secondo la recensione, la pellicola lavora fedelmente sulla galleria di caratteri richiamata nelle prime pagine di Kitchen Confidential, ma attenua l’emergere della dipendenza da droghe e alcol che accompagnò Bourdain per molti anni.
Anthony Bourdain è ricordato anche per essere stato tra i pionieri dei programmi televisivi culinari che hanno trasformato gli chef in figure pubbliche. Lo chef si è tolto la vita nel 2018; il film non è stato concepito come biografia totale dell’uomo, bensì come ritratto dei suoi esordi. La prova di Dominic Sessa viene indicata come uno degli elementi di forza della pellicola. La recensione assegna al film un voto di 6,5.