Redazione dimezzata e rottura interna: le conseguenze della scelta Rai su Report

La decisione della Rai sul futuro di Report ha provocato una lacerazione interna e ha ridotto la redazione a metà, lasciando la trasmissione senza una scaletta per la prima puntata prevista l’8 novembre.

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini aveva tentato di coinvolgere alcuni inviati storici con incarichi di responsabilità, ma la mossa è stata vista come un tentativo di “dividi et impera” e ha reso inaccettabile l’offerta del ruolo di capo autore a Bernardo Iovene e Giulio Valesini davanti ai nuovi conduttori ritenuti non rappresentativi della trasmissione.

La Rai ha annunciato Giulia Presutti e l’esterno Daniele Piervincenzi come nuovi conduttori. A seguito dell’annuncio, Iovene e Valesini hanno rifiutato l’incarico di co-autori. Non c’è ancora una scaletta condivisa per l’apertura della stagione, e l’annuncio pubblico dei cambi di guida potrebbe essere seguito da una conferenza stampa prevista per lunedì o martedì.

L’ex conduttore Sigfrido Ranucci ha reso nota la sua intenzione di procedere legalmente e i piani dell’azienda temono lo spettro di un possibile reintegro disposto dalla magistratura. Negli uffici legali della Rai si ricorda il precedente di Filippo Gaudenzi, che ottenne poi una compensazione economica dopo aver vinto una causa per demansionamento, e il caso di Giuseppe Carboni, la cui controversia si era prolungata per circa due anni. Nel caso di Ranucci, il fatto che abbia 65 anni e sia prossimo alla pensione è considerato un elemento che potrebbe influire sull’esito di un eventuale contenzioso.

Per cercare di attenuare la disputa, alla direzione sarebbe stata offerta a Ranucci una vicedirezione “ad personam” e l’ipotesi di una corrispondenza dall’estero. La proposta di vicedirezione, secondo quanto riportato, aveva anche lo scopo di rassicurare i direttori di Tg1 e RaiNews24 sulla gestione delle rispettive redazioni.

La gestione interna della vicenda ha acceso forti contrapposizioni tra i professionisti del programma. Dopo la comunicazione di Corsini secondo cui «Sigfrido è fuori», una parte del nucleo storico propose una riorganizzazione della conduzione — indicata come “Report 2.0” con Giorgio Mottola e Giulio Valesini alla guida e la rotazione di un terzo conduttore tra Giulia Innocenzi, Bernardo Iovene e Paolo Mondani — ma la dirigenza non accolse la proposta.

Nelle chat interne di Squadra Report, composte da circa 60 persone tra inviati, registi e redattori, alcuni membri — tra cui Raffaela Notariale (Usigrai), Elisa Marincola, Alessandro Spinnato e Giulia Presutti — premevano per un comunicato che chiedesse la conferma immediata di Ranucci alla guida del programma. La chat si è rapidamente spaccata: molti hanno abbandonato il gruppo e ne è nato un altro su WhatsApp esclusivo, senza Presutti e altri colleghi.

Il quotidiano riferisce inoltre che, nel dibattito interno, è emersa una contestazione sollevata da un inviato sul presunto comportamento di Ranucci nei confronti di alcune colleghe; cinque giornaliste avrebbero reagito con “like” a quel messaggio, lo screenshot sarebbe stato inviato a Ranucci e il conseguente confronto telefonico avrebbe contribuito all’annullamento del comunicato di solidarietà e all’escalation della crisi.

Tra i timori aziendali c’è anche la volontà di non farsi dettare i tempi dalla magistratura, in un momento in cui si aprirà la partita per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Rai. Alla base delle tensioni resta la necessità dichiarata di salvare una trasmissione che in passato raggiungeva almeno il 10% di share, obiettivo che al momento appare fortemente compromesso dalla spaccatura interna.

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