Secondo il rapporto annuale dell’Onu sul divario tra emissioni e obiettivi climatici, le emissioni globali di gas serra nel 2025 sono rimaste a livelli record e pongono il pianeta su un percorso di forte riscaldamento.
I nuovi calcoli indicano che, se i Paesi attueranno integralmente i piani climatici presentati alle Nazioni Unite, la temperatura media globale sarà superiore di 2,6°C rispetto ai livelli preindustriali entro il 2100. Se invece il mondo manterrà le politiche attuali senza considerare gli impegni nazionali, il riscaldamento previsto sale a 2,8°C, una stima identica a quella dell’anno scorso.
Entrambi gli scenari superano gli obiettivi dell’accordo di Parigi del 2015, che prevedono di mantenere l’aumento ben al di sotto dei 2°C e, se possibile, limitato a 1,5°C. Attualmente la temperatura globale è già superiore di circa 1,4°C rispetto ai livelli preindustriali.
Il rapporto segnala come nel 2025 siano stati 124 i Paesi che hanno aumentato le proprie emissioni, a fronte di 63 che le hanno ridotte. Complessivamente questi 124 Stati hanno aggiunto 189 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente nel 2025; il 70% di questo incremento è attribuito agli Stati Uniti, dove l’aumento è stato quantificato in 133 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, determinato dalla maggiore domanda di elettricità e dalla ripresa della produzione da carbone.
Il segretario generale António Guterres ha sottolineato che “le emissioni restano su livelli record” e che i piani climatici nazionali e le politiche attuali sono “pericolosamente insufficienti”, lasciando aperta la prospettiva di un riscaldamento tra 2,6°C e 2,8°C.
Secondo Inger Andersen, direttrice esecutiva dell’Unep, ridurre drasticamente le emissioni globali di carbonio — del 18% entro il 2030 e del 69% entro il 2040 — è «l’unico modo» per riportare la situazione su binari gestibili, una riduzione che ha definito «assolutamente sensata».
Nel rapporto l’Onu rileva inoltre che, all’inizio dell’anno, i funzionari avevano già espresso il riconoscimento che non è più possibile limitare il riscaldamento a 1,5°C. Le speranze si concentrano ora sulla possibilità di contenere l’aumento a circa 1,8°C e su future rimozioni di anidride carbonica dall’atmosfera per riportare le temperature verso 1,5°C.