Il governo guidato da Giorgia Meloni ha raggiunto il traguardo di 1.413 giorni in carica, diventando l’esecutivo più longevo della storia repubblicana dal 1948 a oggi. Nella XIX legislatura, avviata il 13 ottobre 2022, si registrano numeri significativi sull’attività legislativa e governativa.
Sono circa 300 i provvedimenti approvati, di cui quasi 140 sono decreti legge che hanno ottenuto il via libera definitivo o sono ancora in attesa di licenziamento. Il governo ha posto più di 140 fiducie tra Camera e Senato, con una frequenza di poco meno di tre al mese: il 90% delle fiducie è stato applicato ai decreti.
La maggior parte delle iniziative esaminate a Montecitorio e Palazzo Madama è di origine governativa; poche quelle di iniziativa parlamentare e ancor meno quelle giunte a promulgazione, in particolare tra le proposte presentate dalle opposizioni. Tra i temi dominanti dell’attività legislativa figurano giustizia, sicurezza, immigrazione, fisco-economia e le conseguenze di crisi internazionali, che hanno prodotto anche diversi decreti per contrastare il caro carburanti e il caro energia.
Sul fronte sicurezza l’azione del Parlamento è stata intensa: tra i primi provvedimenti sono passati il decreto Rave e i primi decreti Sicurezza, i decreti Caivano contro le baby gang e il decreto Cutro contro gli scafisti. Sono state approvate norme contro le occupazioni abusive e introdotte o inasprite nuove fattispecie di reato, tra cui blocchi stradali e la cosiddetta “resistenza passiva”, oltre alla previsione della maternità surrogata come reato universale.
Le riforme istituzionali hanno avuto iter differenziati. Il progetto sul premierato, inserito nel programma di governo, è stato licenziato dal Senato il 18 giugno 2024 ma poi ‘congelato’ in commissione alla Camera. Più rapida è stata la procedura sulla separazione delle carriere, poi bocciata nel referendum svoltosi il 22 e 23 marzo scorsi. Sull’Autonomia differenziata la Corte costituzionale nel 2024 ha dichiarato incostituzionali alcune disposizioni; il governo ha quindi trasmesso al Senato un disegno di legge delega per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni e agli atti preliminari di intesa con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per il trasferimento di funzioni in vari ambiti. Entrambi i rami del Parlamento hanno approvato, prima della pausa estiva, gli atti di indirizzo relativi a quegli schemi.
In questi ultimi mesi la riforma della legge elettorale è stata approvata in prima lettura dalla Camera ed è ora all’esame del Senato, dove sarà modificata — forse anche con l’inserimento del ballottaggio — prima di tornare a Montecitorio per l’ok definitivo, secondo le previsioni della maggioranza prima dell’avvio della sessione di Bilancio.
Sul fronte fiscale e sociale si segnala un pacchetto di misure che comprende la riforma dell’Irpef con la riduzione degli scaglioni da quattro a tre, la semplificazione delle imposte, la trasformazione in misura strutturale del taglio contributivo per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi e l’estensione della Flat tax ai lavoratori autonomi e alle partite Iva. Il Reddito di cittadinanza è stato sostituito dall’Assegno di Inclusione (AdI) per i nuclei fragili e dal Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl) per i soggetti occupabili. Tra gli interventi si include anche il Piano Mattei per la cooperazione energetica e i provvedimenti di revisione e attuazione del Pnrr.
Sul tema immigrazione si sono susseguiti decreti e un disegno di legge con una stretta sui ricongiungimenti familiari, l’Accordo Italia-Albania e l’attuazione del Patto Ue tramite un decreto specifico. Alcuni provvedimenti hanno trovato approvazioni trasversali: la legge Roccella-Piantedosi, che inasprisce le misure di prevenzione contro la violenza sulle donne e la violenza domestica e introduce il reato di femminicidio, è stata approvata definitivamente il 25 novembre 2025. Restano invece in corso le modifiche al provvedimento sulla violenza sessuale basata sul consenso libero e attuale: dopo l’ok unanime della Camera, la legge è ferma al Senato e in fase di modifica, in un contesto segnato dallo slittamento dell’intesa siglata tra la premier Meloni e la leader del Pd Elly Schlein.