Milano, 19 ottobre 2026 — Dopo il fine settimana di violenze in città, la procura di Milano ha chiesto l’applicazione di misure cautelari, a partire dalla custodia in carcere, per 11 maggiorenni coinvolti negli scontri.
I ragazzi, tutti giovanissimi, sono accusati di azioni che la procura ha definito “azioni distruttive di rara violenza”. Tra loro ci sono persone di seconda o terza generazione; alcuni risultano cittadini italiani.
Uno degli indagati si è difeso dichiarando: “Non c’entro nulla, preso perché ero nel posto sbagliato”.
Commentando i fatti, don Gino Rigoldi — storico cappellano del carcere minorile Beccaria — ha sottolineato la perdita del diritto all’educazione per questi giovani, esprimendo preoccupazione sulla necessità di interventi per evitare il ripetersi di episodi simili.