20/10/2026 — Per la prima volta nel conflitto tra Russia e Ucraina è stato documentato un recupero aereo al fronte eseguito interamente da un drone. Secondo il servizio del Tg1, un velivolo a sei rotori ha raggiunto un militare ferito in una posizione inaccessibile ai mezzi terrestri, lo ha agganciato con un’imbracatura e lo ha sollevato trasportandolo oltre i campi minati fino ai commilitoni. L’operazione si è conclusa con un applauso nella sala di controllo.
Il caso è descritto come un elemento di svolta nelle procedure di soccorso militare. Nel teatro ucraino i dispositivi autonomi stanno assumendo ruoli sempre più ampi: oltre alle evacuazioni aeree, vengono impiegati per rifornire le prime linee con viveri e munizioni, attività che oggi avviene “quasi esclusivamente” tramite mezzi automatizzati terrestri e volanti, riporta il servizio.
I robot vengono utilizzati anche per soccorsi a civili. A Lyman un veicolo terrestre radiocomandato ha recuperato un’anziana con difficoltà motorie rimasta intrappolata nella cosiddetta area grigia, un esempio citato insieme alle altre applicazioni umanitarie e logistiche.
Accanto agli impieghi sanitari e logistici, la tecnologia influisce sulle tattiche offensive. Il Terzo Corpo d’Armata ucraino ha diffuso filmati di un drone bombardiere che ha trasportato oltre dieci chilometri un piccolo drone kamikaze terrestre oltre le linee nemiche; il dispositivo è stato sganciato a terra per colpire postazioni avversarie e preparare l’ingresso della fanteria.
Secondo RaiNews, queste nuove tattiche hanno contribuito ai risultati operativi ottenuti dall’esercito ucraino nell’ambito dell’operazione Vivaldi, arrivando a fermare l’avanzata russa nella regione del Donbass.