Palermo, bimba di 4 anni muore per sospetta difterite: la madre accusa i medici e cresce la domanda di vaccini

Palermo, 21 agosto 2026 — Anna Rosa, una bambina di quattro anni non vaccinata, è deceduta in ospedale per un sospetto caso di difterite. La notizia ha scatenato reazioni forti sui social e un movimento nei centri vaccinali del capoluogo.

La madre della bambina ha pubblicato uno sfogo sui propri profili social, accusando i medici di aver sottovalutato i primi accessi al pronto soccorso e rimproverando i giornalisti che si occupano del caso. Ha inoltre precisato che «ci sono indagini in corso, di certo non contro noi genitori» e ha chiesto rispetto per la famiglia, chiudendo con le parole: «Solo Dio nostro signore può giudicare».

L’episodio ha prodotto un incremento delle vaccinazioni: tra ieri e oggi, secondo fonti sanitarie, si è registrata una crescita delle somministrazioni del vaccino esavalente — che protegge da difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomielite e Haemophilus influenzae tipo b — con richiami previsti anche per gli adulti dopo i dieci anni. Le stime citate dagli ambienti sanitari parlano di un aumento che nelle prossime ore potrebbe raggiungere il 10%.

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo ha avviato un’indagine epidemiologica per risalire al paziente zero e ricostruire i contatti della famiglia, passaggio necessario per attivare la profilassi antibiotica. La profilassi è già stata disposta per i medici degli ospedali Cervello e Civico che hanno seguito la piccola.

Anche un cuginetto di quattro anni è ricoverato per sospetta infezione nel reparto di malattie infettive pediatriche dell’Ospedale dei Bambini. Il direttore sanitario dell’azienda Civico, Domenico Cipolla, ha riferito che il bimbo sta “discretamente”, con febbre e mal di gola compatibili con una sindrome influenzale: il tampone è stato eseguito e il risultato è atteso entro 48 ore. Cipolla ha inoltre precisato che il cuginetto è vaccinato, che la malattia non dovrebbe evolvere in forma grave e che genitori e familiari hanno già completato la profilassi antibiotica e si stanno vaccinando.

Il direttore sanitario ha spiegato infine che la morte della bambina è attribuita all’azione delle tossine prodotte dal batterio, paragonata a un avvelenamento; si tratta di sostanze proteiche che rimangono nell’organismo, e per questo non rappresenterebbero un rischio di contagio diretto.

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