30 ottobre — Si è conclusa l’operazione di evacuazione dalla città di Oleshky, nel sud dell’Ucraina occupata dalla Russia, con convogli che hanno lasciato la località diretti sia verso il territorio russo sia verso le aree controllate da Kiev. La missione umanitaria, coordinata dai commissari per i diritti umani russo e ucraino, ha impiegato 25 autobus e 9 ambulanze, oltre a camion carichi di aiuti di prima necessità.
La commissaria russa Yana Lantratova ha dichiarato che i convogli hanno raggiunto la Crimea e che le colonne sono state organizzate in due direzioni: una verso la Federazione Russa e l’altra verso l’Ucraina, con scorta fino ai centri di accoglienza temporanea. Kirill Dmitriev ha scritto su X che l’operazione è stata coordinata anche con il supporto della First Lady degli Stati Uniti, Melania Trump. Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, ha riferito su X che tutti coloro che volevano lasciare Oleshky hanno potuto farlo e che il cessate il fuoco era in vigore da 87 ore, senza violazioni segnalate.
Le modalità di rientro restano complesse e in parte contraddittorie nelle comunicazioni ufficiali. Il primo ministro ucraino Serhii Koretskyi ha prima indicato che 527 persone sarebbero rientrate in Ucraina seguendo un itinerario via Russia e Bielorussia, con accoglienza prevista nelle regioni di Kiev e Chernihiv, e poi ha precisato che i numeri sono ancora in fase di aggiornamento. David Arakhamia ha aggiunto che parte degli sfollati è partita verso la città russa di Anapa per poi proseguire in aereo verso la Bielorussia e rientrare in Ucraina in autobus.
Nel corso delle operazioni di sminamento per garantire il passaggio del convoglio sono stati segnalati decessi. Il ministero della Difesa russo ha detto che un artificiere è rimasto