Undici corpi sono stati recuperati dopo il naufragio di un’imbarcazione con migranti al largo di Zarzis, nel sud-est della Tunisia. Tre persone risultano ancora disperse; un unico occupante è sopravvissuto.
Secondo la Guardia nazionale tunisina, sulla barca si trovavano in totale 15 persone: 14 originarie di Ben Guerdane e una di Zarzis. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono in mare sotto il coordinamento delle autorità tunisine, con un “monitoraggio diretto” del presidente della Repubblica, Kais Saied.
Alle ricerche partecipano unità navali della Dogana marittima, della Guardia nazionale, della Protezione civile e della Marina militare, oltre a due elicotteri della Guardia nazionale e dell’Esercito. Le autorità hanno disposto l’accelerazione delle procedure per la restituzione alle famiglie delle salme recuperate.
La Guardia nazionale ha assicurato alle famiglie di Ben Guerdane e Zarzis che “ogni mezzo è disponibile” e che le operazioni continueranno con la massima serietà fino al ritrovamento dei dispersi. Le perlustrazioni in mare non sono state sospese.
La tragedia ha suscitato forte commozione e tensioni a Ben Guerdane, da dove proveniva la quasi totalità dei giovani imbarcati. Il sindacato Ugtt ha chiesto l’apertura di un’inchiesta approfondita sulle circostanze del naufragio e un confronto sulle condizioni economiche e sociali che spingono numerosi giovani della regione a tentare la traversata irregolare del Mediterraneo.