Mykhailo Fedorov ha messo in discussione l’attuale leadership ucraina con una richiesta pubblica di elezioni e uno stile di comando che, in pochi mesi, ha modificato gli equilibri del conflitto con la Russia.
Trentacinque anni, ex ministro della Difesa e già ministro della Trasformazione Digitale nominato dopo la vittoria elettorale del 2019, Fedorov è considerato l’autore della strategia che ha portato i droni ucraini a colpire sempre più in profondità sul territorio russo, inclusi obiettivi strategici come raffinerie e, in più occasioni, la capitale Mosca.
Lo scorso 18 agosto il giovane politico ha chiesto che il Paese vada al voto nonostante la guerra, un appello che ha assunto per molti toni di candidatura implicita. Nel discorso ha denunciato la presenza di corruzione e una «crisi sistemica» che starebbero condannando l’Ucraina a una «lenta sconfitta». Il presidente Volodymyr Zelensky, il cui mandato è scaduto nel 2024, ha continuato a escludere l’ipotesi elettorale.
Durante i sei mesi in cui ha guidato la Difesa, Fedorov ha puntato su droni e aviazione per ridurre le perdite della fanteria. Le sue scelte operative hanno causato problemi tangibili alla popolazione russa, con ripercussioni su servizi e rifornimenti di carburante. In parallelo, alcune sue proposte di riforma della coscrizione sono state criticate dai veterani, ritenute troppo favorevoli alle nuove reclute.
Il suo profilo pubblico è legato anche alla trasformazione digitale: da ministro della Trasformazione Digitale, nominato a 28 anni, ha lanciato l’app Diia, che consente agli ucraini di svolgere via smartphone diverse pratiche amministrative, dalla registrazione dell’auto alle pratiche di divorzio. Fu inoltre Fedorov a rivolgere un appello pubblico a Elon Musk affinché la rete Starlink venisse messa a disposizione dell’Ucraina, richiesta raccolta dall’imprenditore.
La rimozione di Fedorov dall’incarico di ministro della Difesa ha scatenato manifestazioni di sostegno a Kiev e in altre città ucraine. Le forti divergenze con il capo di stato maggiore, il generale Oleksandr Syrskyi, sono state al centro dello scontro: Syrskyi si è poi dimesso per cercare di calmare la piazza. Le proteste hanno mostrato la popolarità del dirigente tra l’opinione pubblica.
Secondo alcune letture riportate, la posizione del Cremlino — che ha affermato di essere disponibile al dialogo ma non con l’attuale leadership ucraina — potrebbe favorire le ambizioni politiche di Fedorov, perché nuove elezioni e un nuovo leader potrebbero diventare uno strumento negoziale nelle mediazioni internazionali.